La “Buona Scuola” di Renzi

(Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2021)

La “Buona Scuola”, positività e criticità

Nel luglio del 2015 la Camera dei deputati del nostro Parlamento ha definitivamente approvato il decreto di riforma della scuola (“Riforma del sistema nazionale di istruzione”, L. 107 del 13 luglio 2015), detto comunemente “Buona Scuola”.
Il decreto del ministro Giannini prende posizione sia sul ruolo dei docenti sia su quello del dirigente scolastico sia sul miglioramento dei percorsi didattici.

Premio ai docenti più meritevoli

Sulla carta vengono privilegiati i docenti più meritevoli attraverso scatti di carriera (cui sono legati gli aumenti di stipendio) per anzianità e per crediti formativi e didattici da acquisire nel tempo. I curricula dei docenti saranno pubblicati online e ognuno di loro potrà concentrarsi sulla sua formazione fino a un massimo di spesa di 500 euro all’anno.

Soppressione dei supplenti

Sulla scia dei decreti Gelmini, vengono razionalizzate le spese scolastiche con la soppressione dei supplenti, sostituiti dall’organico funzionale d’istituto, o reti di scuole.

Valutazione del dirigente scolastico

Anche il dirigente scolastico viene valutato ogni tre anni da ispettori esterni sul miglioramento del servizio scolastico e sulle competenze gestionali e organizzative, ma godrà di poteri maggiori rispetto a prima: potrà utilizzare insegnanti in organico o assumerne di nuovi (solo se iscritti a un albo territoriale) attraverso la “chiamata diretta” per lavorare a singoli progetti, come un progetto europeo o per l’alternanza tra scuola e lavoro.

Il comitato chiamato a scegliere i criteri in base ai quali il dirigente scolastico potrà assegnare incarichi sarà formato da 7 membri: oltre al dirigente scolastico, due genitori (un genitore e uno studente alle superiori), 3 insegnanti e un componente esterno nominato dall’Ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici.
La gestione delle risorse umane, finanziarie e materiali è legata al parere degli organi collegiali.

Potenziamento dei contenuti delle discipline (ma minori dotazioni)

Viene potenziato lo studio della musica, dell’educazione fisica e della lingua straniera alla scuola primaria (anche attraverso laboratori linguistici) e lo studio dell’arte, del diritto e dell’economia alle superiori.
La riforma, inoltre, punta al potenziamento dei contenuti delle discipline più che sulla dotazione di strumentazioni.

Più stage formativi

Aumentano gli stage formativi e il tempo da dedicare all’alternanza scuola-lavoro: il triennio di tutte le scuole superiori richiede almeno 400 ore.

Abolizione del 5×1000 alle scuole

Infine, per ragioni di opportunità, si abolisce il 5×1000 alle scuole e si introduce un limite massimo per le erogazioni liberali in denaro alle scuole.
Sono soppresse le disposizioni concernenti l’insegnamento relativo alla scuola primaria presso gli istituti penitenziari.

Gli 8 decreti della Buona Scuola (legge 107)

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59 “Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 60 “Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 61 “Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera d), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62 “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 63 “Effettività del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni, in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio e ai servizi strumentali, nonché potenziamento della carta dello studente, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera f), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 64 “Disciplina della scuola italiana all’estero, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera h), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 65 “Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 66 “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”

Piano Nazionale Scuola Digitale

Il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (PNSD) traccia un percorso di innovazione e digitalizzazione delle scuole.

Si individuano le alternative alle tradizionali lezioni frontali e si organizzano le classi capovolte o senza zaino o aperte.

Il Piano ha funzione di indirizzo e di coordinamento: attraverso una serie di azioni, si introducono le buone pratiche nelle scuole, l’apprendimento permanente (life-long learning), le classi virtuali.

Il finanziamento proviene dai Fondi Strutturali Europei (PON Istruzione 2014-2020) e dei fondi della legge 107/2015 (La Buona Scuola) a favore dell’innovazione digitale e delle nuove tecnologie.

Buona Scuola di Renzi: una riforma criticata

Dure sono state le critiche mosse a questa tipologia di riforma che non menziona mai il dettato costituzionale e fa della scuola un blocco unico senza differenziare tra le esigenze e le esistenti disparità tra scuola primaria e scuola secondaria.


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