La riforma del Ministero Maria Stella Gelmini

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(Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2021)

Gli interventi del Ministero Gelmini

Gli interventi legislativi del ministero Gelmini riguardano soprattutto la riduzione degli organici e delle sperimentazioni, anche per una questione di razionalizzazione delle spese.
Il risultato è visibile attraverso le seguenti leggi:
– la legge 133/2008 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria,  proseguiti con legge 169/2008 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università.

I cambiamenti più importanti sono

  • l’introduzione di due nuovi licei (scienze umane e musicale e coreutico);
  • l’ampliamento del liceo artistico;
  • l’insegnamento della lingua inglese diviene obbligatorio per tutto il quinquennio e vengono potenziate le materie scientifiche (gli istituti tecnici si adeguano alle attuali esigenze del mondo del lavoro).

L’insegnante unico

Dall’anno 2009/10 si ritorna alla figura dell’insegnante unico per le prime classi della primaria di primo grado, in luogo dei tre docenti; così come ritorna la valutazione numerica decimale, accompagnata da un giudizio sul livello di maturazione raggiunto.

Se Berlinguer aveva seguito un impianto unitario (licei) e la Moratti puntato su uno schema binario (sottosistema dei licei e dell’istruzione e formazione professionale), la Gelmini sceglie lo schema tripolare: licei, istituti tecnici e professionali.

Questi, in sintesi, i presupposti delle iniziative del Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini:
razionalizzazione ed accorpamento delle classi di concorso per una maggiore flessibilità nell’impiego dei docenti;
ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orari, con particolare riferimento agli istituti tecnici e professionali;
revisione dei criteri vigenti in materia di formazione delle classi;
rimodulazione dell’attuale organizzazione didattica della scuola primaria;
razionalizzazione degli organici del personale docente ed ATA;
ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico dei centri di istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali.

Attraverso il Decreto-legge 112/2008 Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133,  il Ministero Gelmini intende regolamentare il flusso di finanziamenti rivolto al settore scuola e università.

La riforma abbatte la scure sulla scelta dei testi scolastici, da individuare preferibilmente fra i libri di testo disponibili sulla rete internet: dall’anno scolastico 2011-2012 “il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista”, escludendo “le  disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili”. Stabilendone anche la cadenza di adozione su tempi molto lunghi.


L’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione

Attraverso l’art. 1 della Legge 169/2008 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università, viene istituito l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione” nella scuola primaria e secondaria (entrambi i gradi). Tale disciplina non va considerata come “una mera rivisitazione della tradizionale educazione civica”, ma come “una sostanziale innovazione curricolare”.


Valutazione degli alunni

Sulla valutazione degli alunni interviene il DPR 122/2009 Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169.

Il decreto comprende delle indicazioni di metodo per l’apprendimento e specifica: “per ‘valutazione‘ si intende un processo complessivo  che  riguarda l’apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico complessivo degli alunni, tendendo conto anche dei disturbi specifici di apprendimento e della disabilità di alcuni alunni.

I livelli di apprendimento

La scuola è tenuta a certificare i livelli di apprendimento raggiunti da ciascun alunno al termine della scuola primaria, della secondaria di primo grado e del primo biennio obbligatorio del secondo ciclo”.

Ciò è finalizzato a:
A. favorire processi di apprendimento;
B. favorire l’orientamento;
C. consentire gli eventuali passaggi tra i diversi  percorsi  e  sistemi formativi;
D. favorire l’inserimento nel mondo del lavoro.

I risultati della valutazione devono essere comunicati tempestivamente alle famiglie.
I livelli di competenza si articolano in tre livelli: base, intermedio, avanzato, livello base non raggiunto.

Ai fini della compilazione delle singole voci del modello di certificato, si precisa che il raggiungimento delle competenze di base va riferito a più discipline o ambiti disciplinari.

Allo scopo di evitare l’automatica corrispondenza tra livelli di competenza e voti numerici, i consigli di classe rendono coerenti, nella loro autonomia, i risultati delle valutazioni effettuate nel percorso di istruzione con la valutazione finale espressa in decimi.


Decreti di riordino dei Licei

Importanti, ai fini della razionalizzazione delle risorse finanziarie e umane utilizzate nel mondo della scuola, i decreti di riordino dei Licei (DPR 89/2010), il cui aspetto più rilevante è la drastica riduzione degli innumerevoli indirizzi, maxi e mini sperimentazioni, presenti attualmente nelle secondarie.

La riforma Gelmini, infatti, prevede solo 6 licei, di questi solo tre hanno la possibilità di opzioni (indirizzi):

I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze coerenti con le capacità e le scelte personali e adeguate al proseguimento degli studi  di  ordine  superiore,  all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro.

Tutti i licei hanno la durata di cinque anni e sono suddivisi in due bienni e in un quinto anno, che completa il percorso disciplinare al termine del quale gli studenti sostengono l’esame di Stato, utile al proseguimento degli studi in qualunque facoltà universitaria.
Il quinto anno è strutturato in modo da favorire un efficace raccordo tra la scuola e l’istruzione superiore e alla preparazione all‟inserimento nella vita lavorativa.
Sono adesso disponibili più ore di laboratorio e stage esterni.


Continua con La Buona Scuola di Renzi.


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“Breve Storia della Scuola Italiana”

 

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