Guida di Messina a cura di G. Grosso Cacopardo (1826)

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(Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2020)

Nel 1826, lo studioso messinese Giuseppe Grosso Cacopardo (Messina, 28 settembre 1789 – Messina, 18 dicembre 1858), avvocato oltre che storico, pubblicava una guida dettagliata sulla città di Messina.

Il libro è diviso in cinque giornate di visita, con la proposta di cinque diversi itinerari. Può considerarsi la prima guida della città. Fu ristampata nel 1841, provvista di correzioni, anche alla luce dell’uscita di un’altra guida per la città a firma di Giuseppe La Farina: Messina e i suoi monumenti (1840).

Oggi, dopo il terremoto del 1908 e i bombardamenti della seconda guerra mondiale, tale guida è diventata notevolmente preziosa per la ricostruzione del patrimonio artistico e architettonico messinese (pur contenendo qualche inesattezza, tuttavia facilmente rilevabile o corretta nella seconda edizione). 

In questa interessante pubblicazione, infatti, sono elencate le opere d’arte custodite un tempo presso le chiese e i monasteri di Messina, dopo le prime dispersioni dovute al terremoto del 1783 e al decennio inglese, ma prima delle notevoli perdite del patrimonio artistico legate alla rivolta del 1847-48 e al terremoto del 1908.

Ho semplicemente ordinato le 461 voci riportate, per poter avere, nell’immediatezza, una visione completa e ragionata del patrimonio artistico citato dal Grosso Cacopardo.


Chiesa SS. Annunziata (ex PP. Agostiniani)

Monastero PP. Cassinesi

Chiesa di Gesù e Maria

Chiesa dei Santi Euno e Giuno

Chiesa di San Paolino

Chiesa di Santo Spirito

Chiesa annessa all’Ospedale della Pietà

Chiesa di Santa Lucia

Oratorio di Santa Cecilia

Chiesa degli Angeli

Chiesa dei PP. Gesuiti

Chiesa di San Michele

Chiesa di Santa Barbara

Chiesa e Monastero di Santa Teresa

Pieve di San Lorenzo

Chiesa di Gesù e Maria delle Trombe

Chiesa delle Vergini reparate

Chiesa di San Cosmo de’ Medici

Monastero di S. Anna

 


Grosso Cacopardo, Guida per la città di Messina scritta dall’Autore delle Memorie de’ pittori messinesi, Tip. Pappalardo, Messina 1826.


 

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Chiesa SS. Annunziata (PP. Agostiniani)

 

La chiesa della Santissima Annunziata alla Zaera, conosciuta anche come chiesa della Madonna di Dinnammare, sorgeva in contrada Carrubbara.

Al suo posto, oggi sorge la chiesa di San Clemente, in via Centonze.

Ecco cosa custodiva:

Tavola del RosarioDipintoCatalano Antonio detto l’Antico MessineseMessina
Crocefisso tra S. Agostino e S. MonicaDipintoTuccari GiovanniMessina
Vergine AnnunziataDipintoStile raffaellesco

Monastero dei PP. Cassinesi

 

Il culto di San Benedetto fu rilanciato a Messina dal conte normanno Ruggero, dopo gli stermini compiuti dagli Arabi a spese dei frati benedettini.

Nel 1086, dunque, nacque il monastero della Gancia, sotto il titolo di Santa Maria Maddalena della Valle di Giosafat.

Durante le fasi convulse del medioevo, i frati cassinesi furono nuovamente spogliati dei loro beni e, solo nel 1365, il conte Andrea Vinciguerra d'Aragona donò loro una terra allodiale (libera dai diritti feudali) poco distante da San Placido, nominato Calonerò [Vincenzo Villari, Difesa dei PP. Cassinesi, Messina 1844].

 

Tempio (ancora in costruzione dal 1763)Marchioni Romano Carlo
Vergine con bambinoDipinto
S. GiovanniDipinto1200 c.
S. Mauro che libera S. Placido caduto in una paludeDipintoBova AntonioMessina
L’Arrivo dei MagiDipintoScuola veneziana
Decollazione del S. GiovanniDipintoFulco GiovanniMessina
TrasfigurazioneDipintoPolidoro Caldara da Caravaggio
Maddalena ai piedi del RedentoreDipintoTiarini AlessandroBologna
MaddalenaDipintoTiarini ?Bologna
Fuga in EgittoDipintoRodriguez AlfonsoMessina
S. BenedettoDipintoBova AntonioMessina
S. Maria Maddalena tra SantiDipintoRiccio Antonello ?Messina
Vergine addolorataSculturaBuceti IgnazioMessina
S. Giovanni e la VergineDipinto su tavolaVasari Giorgio ?Arezzo
Martirio di S. PlacidoDipinto su telaBova AntonioMessina
Predicazione nelle IndieDipintoBueillo B. ?
Miniature1500

Chiesa di Gesù e Maria

 

La chiesa di Gesù e Maria del Buonviaggio al Ringo si trova lungo il viale della Libertà, a Messina.

Fu edificata grazie al barone Lorenzo Abbate verso la fine del Cinquecento e la facciata riporta le statue di Gesù e di Maria (anticamente, le due statue reggevano dei lumi a olio che segnalavano la via del ritorno ai marinai).

La denominazione del Ringo deriva dal francese "haranguer", mettersi in riga, poiché in quella contrada i cavalieri medievali si “mettevano in riga”, preparandosi alle gare delle giostre presso il casale di Giostra, appunto.

 

Vergine con G.C.Dipinto su telaTancredi FilippoMessina
Gesù, Giuseppe, MariaDipinto su telaComandè Giovanni SimoneMessina

Chiesa dei Santi Euno e Giuno

 

La chiesa, fatta costruire dalla comunità straniera dei Pisani in epoca normanna, era intitolata a San Pietro e Paolo.
Nel 1267 diventa parrocchia e dal 1599 diventa sede dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi di San Camillo de Lellis (detti anche "Crociferi"). Per l'occasione viene ingrandita con il contributo della nobildonna Francesca Balsamo Aragona.

L'istituto monastico nasce in seguito al trasferimento di un gruppo di novizi da Casa Professa allo scopo di curare gli infermi messinesi e in forza di un contributo di 3000 scudi quale «elemosina annua» da parte del Senato di Messina, così come dall'atto di fondazione registrato nel 1600.

Caravaggio, Resurrezione di Lazzaro, 1609, olio su tela, 380×275 cm, Museo Regionale, Messina

Il luogo di culto è noto per aver commissionato a Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, l'esecuzione di una pala denominata Resurrezione di Lazzaro, destinata alla cappella maggiore della chiesa. Il contributo è offerto dal mercante genovese Giovanni Battista de' Lazzari.
San Camillo de Lellis diviene patrono di Messina nel 1755, quale fondatore dei Crociferi.
L'edificio subisce notevoli danni in seguito al terremoto del 1783, ma crolla definitivamente con il terremoto del 1908.
Nella fase di ricostruzione, fu sostituita dalla chiesa di San Camillo (1932), sita sul viale Principe Umberto.

Opere conservate e disperse
XVIII secolo, Ciclo, affreschi del cappellone, dipinti opere di Giovanni Tuccari.
XVII secolo, Resurrezione di Lazzaro nella Cappella Lazzari, dipinto, opera di Caravaggio.
XVII secolo, Vergine raffigurata con San Giovanni Battista e altri Santi, dipinto, opera di Caravaggio.
XVII secolo, San Carlo Borromeo, dipinto, opera di Alonso Rodriguez.
XVII secolo, Madonna degli Agonizzanti, dipinto, opera di Alonso Rodriguez.
XVII secolo, San Giuseppe, dipinto, opera di Antonino Catalano il «Giovane».
XVII secolo, Sacra Famiglia, dipinto, opera di Antonino Catalano il «Giovane».
XVII secolo, Vergine raffigurata con San Pietro e San Paolo, dipinto, opera di Nunzio Russo napoletano.
XVI secolo, Santi Pietro e Paolo Apostoli, dipinto poi documentato nella chiesa di San Dionigi Aeropagita, opera di Polidoro da Caravaggio.
XVI secolo, Vergine, dipinto su tavola, opera di Antonello Riccio (l'unico riportato dal Grosso Cacopardo).
XVII secolo, Concezione, dipinto, opera di Giovanni Battista Quagliata.
XVIII secolo, San Camillo, dipinto, opera di Giuseppe Paladino. Affreschi superstiti della Cappella di San Giuseppe, opere di Giuseppe Crestadoro.


 


Chiesa di San Paolino

 

Nota anche come "chiesa degli Ortolani" o "chiesa di San Paolino agli Orti", originariamente era la sede della Confraternita degli Ortolani, fondata nel 1600, oggi è dedicata a Santa Rita.

L'opera maggiore era contenuta nella pala d'altare centrale e raffigurava San Paolino e la Vergine, con gli orti della Maddalena, opera di Giovambattista Quagliata (l'unico citato da G. Grosso Cacopardo).

Durante i terremoti che afflissero la città, subì pochi danni. Nella ricostruzione post-terremoto della città, le parti che si affacciavano sulla via Santa Marta, compreso il campanile, furono abbattuti, con la conseguente perdita degli affreschi di S. Paolino visitato dagli angeli e il Noli me tangere. Altri due, S. Eustachio e S. Focà Martire, si trovano al Museo Regionale di Messina.

Attualmente sono presenti solo sei affreschi, quattro raffiguranti episodi della vita di San Paolino, uno dedicato al Crocifisso, con l’Addolorata, San Giovanni e la Maddalena e l'ultimo ai SS. Angeli Custodi, di autore ignoto.
Le decorazioni floreali ripetono motivi tipicamente barocchi.


 


Chiesa dello Spirito Santo

 

Chiesa annessa al monastero femminile dell'Ordine cistercense fondato nel 1291 durante il regno di Giacomo II di Aragona e il papato di Nicola IV. Un tempo sita all'ingresso di via Porta Imperiale, oggi si trova sul lato sud della Piazza del Popolo.

Ricostruita dopo il terremoto del 1908 su iniziativa di Padre Annibale di Francia, fondatore dei Rogazionisti e delle Figlie del Divino Zelo.
Il Crocifisso ligneo del 1520 è attribuito a Francesco de Li Matinati, realizzato su commissione dell’abbadessa del Monastero e su imitazione di quello della cattedrale.

XVI secolo, Venuta dello Spirito Santo agli apostoli, dipinto su tavola, opera di Antonello Riccio.
?, Vergine in trono, dipinto su tavola attribuito dal Grosso Cacopardo ad Antonello da Messina, probabilmente opera di ignoto autore appartenente alla scuola degli Antoni.
?, Polittico, dipinto, opera di ignoto autore appartenente alla scuola degli Antoni.
XV secolo, San Bernardo con storie nei riquadri, dipinto documentato in sagrestia, opera di ignoto.
XVI secolo, Predicazioni di San Giovanni alle turbe, dipinto, opera di ignoto appartenente alla scuola raffaellesca.
1702, Ciclo di affreschi lungo le pareti della tribuna, opere di Antonio La Falce.


 


Chiesa annessa all’Ospedale della Pietà

 

La chiesa di Santa Maria della Pietà, a croce greca, era annessa al cinquecentesco ospedale civico di Messina, opera degli architetti Andrea Calamech e Antonio Ferramolino, ridotto in macerie in seguito al terremoto del 1908 (perirono in circa 200 fra personale e degenti). Tuttavia, restò in piedi la scala di sicurezza esterna costruita in cemento armato nel 1906, secondo un metodo costruttivo sperimentale esportato dalla Francia dall'ing. Hennebique.

Fino al 1542 la città di Messina possedeva circa 15 ospedali, facenti capo a varie confraternite con gestioni finanziarie cospicue ed autonome. Per interrompere situazioni di accumulo e di contrasti, il viceré Ferrante I Gonzaga, in accordo con l'arcivescovo Innocenzo Cybo-Tomasello, il Senato Messinese, i rettori degli ospedali e i nobili finanziatori degli stessi, diedero vita all'Ospedale Civico (era il 12 ottobre 1542, l'edificio divenne operativo nel 1548 e i lavori furono ultimati nel 1605).
Assunse la denominazione di "Ospedale Grande di Santa Maria della Pietà", con annessa l'omonima chiesa.

Fra le opere citate dal Grosso-Cacopardo, in essa un tempo contenute:
Pietà, dipinto su tela opera del "Barbalonga" Alberti Antonio
Vergine con Bambino e santi, dipinto su tavola di Anonimo


Chiesa di S. Lucia

Nostra Donna col Bambino e S. Placido, dipinto su tavola, Riccio Antonello da Messina
S. Nicolò, dipinto su tavola, Riccio Antonello da Messina
Vergine con Bambino, dipinto su tavola, D’Arzo Tommaso
S. Lucia, dipinto su tavola di Anonimo

Affreschi vari, Tuccari Giovanni da Messina



Oratorio di S. Cecilia

 

Seguendo il cammino verso Borgo Zaera, si prendeva la via maestra chiamata del Dromo; girando verso la marina, sul lato sinistro, si trovava l'Oratorio di Santa Cecilia, già nel Seicento diventato Monastero dei Frati Riformati dell'Osservanza di San Francesco d'Assisi.

Quando si celebrava la Santa in processione, Messina ricordava la liberazione dall'assedio dell'esercito del re di Napoli Roberto D'Angiò (da Messina nobilissima... di Costanzo Giuseppe Buonfiglio).

S. Cecilia, dipinto su tela, Quagliata Giovambattista, Messinese


 


Chiesa degli Angeli, poi di S. Sebastiano

 

Affreschi, Tancredi Filippo, messinese
Vergine con Angeli, dipinto su tela, Scuola di Polidoro

 


Chiesa dei PP. Gesuiti o della Natività

 

Secondo lo storico Giuseppe La Farina, la Chiesa della Natività fu fondata da Giovanni Paolo Cirino nel 1623 sul colle del Tirone, quale sede dei novizi dell'ordine gesuitico.

Da non confondere con la Chiesa di san Giovanni Battista, annessa all'antico Collegio dei PP. Gesuiti (voluto e fondato da Ignazio da Loyola nel 1548, primo della lunga serie dei collegi gesuiti del mondo), in contrada del Fosso nel 1687 (come riportato da Caio Domenico Gallo), la cui inaugurazione, presieduta da padre Giuseppe Migliaccio, risale al 30 settembre 1727.

La chiesa dei PP. Gesuiti custodiva:

stucchi degli Angeli, presso l'altare maggiore, opera di Villamaci Luca, scultore messinese sottovalutato, citato anche come architetto, matematico, prospettivista, "plastico inarrivabile" nato presso la scuola dello Scilla. Sempre secondo la nota biografica a firma di Giuseppe Grosso Cacopardo, veniva spesso scambiato per lo scultore fiammingo Francesco Duquesnoy. In seguito alla repressione spagnola degli anni Settanta del Seicento, si trasferì a Parigi dove eseguì opere di ceramiche e stucchi per la reggia di Versailles. Fu anche ingegnere dell'arsenale di Marsiglia e qui finì i suoi giorni.

Francois Duquesnoy, Putti, 1626, bassorilievo in marmo.


Chiesa di S. Michele

 

Chiesa in vicinanza della Chiesa della Natività dei PP. Gesuiti.

Vergine, dipinto su tavola, scuola degli Antonii, Messina
S. Michele, dipinto su tavola, Giannoto Biagio (Blasius Jannotus 1618, come riporta anche G. La Farina), Messina

Chiesa di S. Barbara

 

Chiesa annessa all'omonimo monastero, ricostruito nel 1575 sul colle del Tirone (dove si trovavano anche la Chiesa della Natività e la Chiesa di San Michele) a cura dell'architetto Andrea Calamech.

Affreschi della tribuna, Crestadoro Giuseppe, Palermo
Morte di S. Benedetto, dipinto su tela, Quagliata Giovambattista, Messina
Natività del Signore, dipinto Paladino Litterio
S. Barbara, dipinto Paladino Litterio

Chiesa e Monastero di S. Teresa

 

La chiesa di Santa Teresa era dedicata alla Santa spagnola Teresa d'Avila e cadde in rovina in seguito al terremoto del 1908. Recente opera di Matteo De Maria, risaliva al 1810 e sopra il portale insisteva lo stemma della famiglia della fondatrice Suor Laura di Giovanni dei Duchi di Saponara.

 Affreschi, Crestadoro Giuseppe

Pieve di S. Lorenzo

Sorta in luogo della Chiesa della Nostra Donna della Provvidenza, nella zona del torrente Portalegni (così chiamata per via dello jus lignandi che l'universitas di Messina aveva su quel torrente), la Pieve di San Lorenzo conteneva le seguenti opere d'arte:
  • Vergine della Provvidenza circondata da angeli che portano canestri pieni di frutta, dipinto Rodriguez Alfonso, Messina
  • Vergine con S. Caterina e S. Antonio da Padova, dipinto Comandè Giovan Simone, Messina

Chiesa di Gesù e Maria delle Trombe

La Chiesa di Gesù e Maria delle Trombe, sorta nel 1626, si trovava in via San Giovanni Bosco e fu ricostruita nel 1918.
Dipinti vari, Mazzagatti Nicolò Messina
Tele ad olio, Paladino Giuseppe
Dipinti, Monosilio Gaspare
Dipinti vari, Crestadoro Giuseppe
Gesù Cristo, Dipinto su tela, Scuola del Ribera

Chiesa di Gesù e Maria delle Trombe, particolare dell'altare.


Chiesa delle Vergini reparate

 

La Chiesa di Santa Maria della Concezione delle Vergini Reparate sorgeva anticamente sul sito di Monte Vergine.

La Principessa di Roccafiorita, donna Francesca Balsamo d'Aragona, lasciò per testamento (1648) il suo Palazzo di Monte Vergine alle suore di Monte Vergine da destinare a reclusorio.

Nostra Donna della Vittoria, Dipinto, Maffei Nicolò Francesco
Vergine seduta, Dipinto Minniti Mario, Siracusa

Chiesa di S. Cosmo de’ Medici

 

Chiesa di S. Cosmo de’ Medici ovvero la Chiesa dedicata ai Santi medici Cosimo e Damiano, fratelli gemelli.

Piscina, il Salvatore comanda al paralitico di alzarsi, Dipinto Rodriguez Alfonso, Messina
SS. Cosma e Damiano, Dipinto su tela, Quagliata Giovambattista
S. Francesco di Paola, Dipinto Filocami
Il tempo che rompe, adirato, la falce, Scultura, Buceti Ignazio, Messina

Monastero di S. Anna

 

Edificio sorto nel 1176 nel quartiere della Giudecca ad opera dei coniugi Ruggero Secreto e Nola Graffeo. La chiesa annessa fu intitolata a S. Maria Novella. Nel Seicento la struttura risultava già decadente e fu ricostruita.

Affreschi della volta, La Falce Domenico
Affreschi della tribuna, Paolini Pio Fabbio, Udine
Affreschi delle mura, Filocami
Vergine con S. Bernardo e S. Benedetto, Dipinto Bova Antonio, Messina
Crocifisso, Scultura Siracusa Santo, Messina
Vergine Immacolata, Dipinto Scuola degli Antonii
Agnello dell’Apocalisse, Dipinto Filocamo D. Antonio
S. Anna seduta su una sedia di marmo che tiene in grembo la Vergine e il Bambino, Dipinto su tavola (del Barbalonga secondo G. La Farina, che ne testimonia l'assenza)