La ricerca di un nuovo linguaggio nelle sculture dei Pisano

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(Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2021)

NICOLA PISANO (1215/1220 – 1278/1284) 

Scultore e architetto di probabili origini pugliesi, porta il vessillo tra i principali promotori di un nuovo linguaggio figurativo gotico cosiddetto “italiano”. La base delle conoscenze gotiche deriva da una frequentazione di maestri e ambienti cistercensi, ovvero di quei monaci d’oltralpe che avevano dato vita allo stile gotico.

A Nicola viene affidato il completamento del Battistero di Pisa iniziato dal Diotisalvi, cui fa aggiungere un ordine di sessanta archetti su colonnine, sormontati da una cuspide, soluzione tecnicamente più viva e  dinamica rispetto agli archi ciechi a tutto sesto del primo ordine. 

Nicola Pisano, Deposizione di Cristo, Duomo di Lucca.

Successivamente gli vengono affidati anche i lavori per la costruzione del Duomo di Siena e le  decorazioni del Duomo di Lucca. Troviamo un singolare bassorilievo nella lunetta del Duomo di Lucca: una Deposizione di Cristo che, finalmente, abbandona le proporzioni gerarchiche tipicamente medievali (che evidenziavano l’importanza dei personaggi) e dispone le figure a semicerchio senza rinunciare al gesto armonico e naturale. Qui, Giuseppe d’Arimatea raccoglie il corpo di Cristo senza vita, senza alcuna enfasi, con tutto il peso di un corpo umano, la testa reclinata e le gambe  contorte per via del chiodo che ancora le tiene salde alla croce.

DUOMO DI PISA

Nicola Pisano, Pergamo del Battistero di Pisa.

Ancora soluzioni stilistiche innovative, per il periodo considerato, emergono con il pergamo del battistero di Pisa, firmato e datato 1260. Fino a prova contraria, ci troviamo davanti al primo pulpito a base esagonale. Sei colonne di quattro graniti diversi lo sostengono, tre di esse poggiano su tre leoni stilofori, altre tre direttamente sul pavimento e quella centrale su un basamento scolpito con la raffigurazione di tre telamoni.

Nicola Pisano, Pergamo del Battistero di Pisa, particolare della Crocifissione.

Il parapetto presenta cinque pannelli a bassorilievo con scene della vita di Cristo (Natività, Adorazione dei Magi, Presentazione al tempio, Crocifissione, Giudizio Universale). Il sesto lato costituisce l’apertura per l’entrata al pulpito. I capitelli sono in stile corinzio e reggono archetti a tutto sesto trilobati con rilievi di profeti ed evangelisti. Alla fine di ogni arco si trovano le statue delle Quattro virtù cardinali, un San Giovanni Battista e l’Arcangelo Michele. 

Nicola Pisano, Pergamo del Battistero di Pisa, particolare della Adorazione dei Magi.

Se pensiamo che gran parte di queste statue hanno ispirato i più grandi artisti del Rinascimento italiano, capiamo l’importanza dell’opera di Nicola. La virtù cardinale della Fortezza, ad esempio, qui rappresentata da un Ercole,  ha ispirato il David di Michelangelo  Buonarroti. A onor del vero, Nicola era stato sua volta ispirato dalla visione di statue romane presenti in gran numero a Pisa. 

Nicola Pisano, Pergamo del Battistero di Pisa, particolare della statua di Ercole.

Dalla tradizione romana, ad esempio, Nicola apprende la disposizione delle scene su più piani, conferendo un maggior realismo all’insieme. 

DUOMO DI SIENA 

Nicola Pisano, Pergamo del Duomo di Siena.

Il pergamo del Duomo di Siena è stato per lungo tempo attribuito a Giovanni Pisano, ma recenti studi l’hanno certamente annoverato come opera di Nicola, collocandolo tra il 1265 e il 1268.

Nicola Pisano, Pergamo del Duomo di Siena, particolare della Crocifissione

La struttura riprende lo stile e i contenuti del pergamo del Battistero di Pisa, con le sette colonne (tre con leoni stilofori, tre poggianti a terra), gli archetti trilobati con pennacchi scolpiti e statue a tutto tondo agli estremi degli archi. Rispetto alla precedente versione, tuttavia, emergono delle notevoli differenze: innanzitutto, le figure sono più piccole e più affollate, i movimenti si fanno più concitati, le espressioni più vive e meno retoriche.

Le figure grandi agli angoli fanno da cesura più che da continuità. La base diventa ottagonale e vede l’aggiunta di un nuovo bassorilievo raffigurante la Strage degli Innocenti, mentre il Giudizio Universale si divide in due pannelli con al centro il Cristo giudice.

Nella scena della Crocifissione, le figure appaiono ben collocate e ritmate, rispondendo all’ispirazione drammatica dell’artista e del soggetto trattato: ora ondeggiano torcendo la testa, ora tengono raccolta la veste, ora aprono la bocca in segno di stupore, ora sorridono amaramente, ora tendono le mani in maniera teatrale, parlando, invocando, attirando l’attenzione dello spettatore. Campeggia, al centro della scena della formella principale, la figura di un Cristo-uomo, con le braccia puntate in alto e il vuoto intorno a sé. Alla sua destra, la madre Maria svenuta, vinta dalla commozione e dal dolore. 


GIOVANNI PISANO

Scultore e architetto pisano (Pisa, 1248 – Siena, 1315). Figlio di Nicola, riesce a conferire alle sue opere quel dinamismo che aveva già caratterizzato il padre, grazie all’uso di un profondo chiaroscuro e di forme eleganti e figure inarcate. Uno straordinario esempio di esecuzione gotica sono le decorazioni del Battistero di Pisa, del Pulpito di Siena e della Fontana Maggiore di Perugia, tutte condotte in collaborazione con il padre. Al padre subentra nel completamento della facciata del Duomo di Siena con l’installazione di statue di Profeti e Sapienti dell’antichità.  

Giovanni Pisano, pulpito della Chiesa di Sant’Andrea, Pistoia.

A Pistoia esegue il grande complesso scultoreo del pulpito della chiesa di Sant’Andrea (1297-1301). La struttura si rifà al pulpito del Battistero pisano. Sette colonne reggono una base di forma esagonale: due sono a loro volta sorrette da leoni stilofori, una da un telamone ricurvo, la colonna centrale da tre grifoni alati ed infine le ultime tre poggiano direttamente a terra. I rilievi del parapetto riprendono l’impostazione del pulpito di Siena, con gli archetti trilobati più alti e profondi che consegnano maggiore slancio verticale all’opera. L’iconografia racconta le Storie della vita di Cristo: Annunciazione, Natività, Bagno di Gesù e Annuncio ai pastori; Sogno dei Magi; Strage degli Innocenti; Crocifissione; Giudizio Universale. 

Giovanni Pisano, pulpito della Chiesa di Sant’Andrea, Pistoia, particolare della Crocifissione.

Le figure sono particolarmente profonde ed articolate, con movimenti vorticosi ed espressioni altamente drammatiche, tra la paura e il dolore. Come si può notare dalle foto, lo stile di Giovanni appare più rigido e spigoloso di quello del padre, forse volutamente geometrico e schematico, come volevano i rigori teologici del tempo. In basso notiamo la Crocifissione, con un Cristo raccolto, circondato da personaggi dalla gestualità tipicamente teatrale, dove una vera innovazione è la figura della Madonna svenuta, vista di scorcio, in abile prospettiva, tirata su insolitamente dalla veste. 

Giovanni Pisano, pulpito della Cattedrale di Pisa.

Ma il capolavoro assoluto dell’arte gotica italiana risulta il pulpito della cattedrale di Pisa (1310), opera di grande impegno tecnico, assimilabile alla Divina Commedia di Dante Alighieri, con figure che parlano un linguaggio universale, grandioso: I quattro fiumi del Paradiso, Le quattro età della donna e Le virtù.

Giovanni Pisano, pulpito della Cattedrale di Pisa, particolare della Crocifissione.

La base è ottagonale ma iscritta in un cerchio, le cornici diventano eleganti e riccamente decorate, gli archi vengono rivestiti da decorazioni floreali complesse, le figure dei pannelli sono ricche e fittissime.  

Di Giovanni Pisano possediamo un’importante Madonna col Bambino sita nella Cappella degli Scrovegni di Padova.


 

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