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(Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2021)

Fra le grandi civiltà del Mediterraneo non possiamo non collocare quella egizia, già esistente da 4.500 anni prima della nascita di Cristo e già dotata di città e monumenti esemplari mentre l’Europa viveva in uno stadio ancora primitivo.

Gli antichi egizi: i luoghi

La popolazione egizia si stanzia lungo la foce del Nilo, fiume utilissimo per i trasporti, la pesca e l’agricoltura. Si organizza in piccoli stati continuamente in lotta tra loro, fintantoché ne rimarranno in piedi solo due: il Basso Egitto (a nord) e l’Alto Egitto (a sud).
Intorno al 3000 a.C., basso e alto Egitto si fondono in un unico Stato con a capo un faraone, diviso in caste chiuse, di religione politeista con elementi della natura come divinità: il sole, la luna, il vento, la tempesta.

Il faraone

Il primo re di tutto l’Egitto si chiama Menes, venerato come una divinità e chiamato “faraone” (grande casa).

Il faraone è considerato figlio degli dei e dio egli stesso, ha potere di vita e di morte su tutti e dispone di tutti gli averi dei sudditi, controlla e dispone tramite una rete di funzionari e di scribi (il suo primo ministro è il visir, mentre i monarchi governano le province dell’intero territorio in luogo del faraone).

I faraoni che la storia ricorda con più attenzione sono:

  • Cheope,
  • Chefron,
  • Micerino (per le loro grandiose piramidi),
  • Hatshepsut (donna faraone che favorisce il commercio con l’Oriente),
  • Ramses II (che fa dell’Egitto la nazione più potente di tutto l’Oriente),
  • Tutankhamon (che conserva dei ricchissimi tesori presso la sua tomba, ancor oggi studiati).

La società egizia

Il faraone è circondato da figure di uomini appartenenti a classi privilegiate della società:

  • sacerdoti,
  • nobili
  • guerrieri.

Poco numerosi, questi cittadini del regno occupano le posizioni più importanti dello Stato, consigliano il re, amministrano giustizia, sono esclusi dal pagamento delle tasse e vivono di rendita.

  • Seguono gli scribi, con il compito di tenere la contabilità del regno e di riscuotere le tasse.
  • A un livello inferiore stanno gli uomini liberi: i medici, i mercanti, gli artigiani, gli operai e i contadini, fondamentalmente esclusi dalla partecipazione al governo.
  • Infine, gli schiavi, principalmente prigionieri di guerra, privi di libertà e tenuti sempre in soggezione con pene durissime, sono gli esecutori dei templi e delle piramidi.
Composizione della società egizia con a capo il Faraone.

 

Le città egizie

Nel giro di ben 2.500 anni, si succedono al trono centinaia di faraoni provenienti da trenta famiglie diverse. Tuttavia, pochi cambiamenti subisce la collocazione della capitale: la prima è Menfi nel Basso Egitto, in un secondo momento diviene Tebe, nell’Alto Egitto, infine ritorna nel Basso Egitto, a Sais, sulle foci del Nilo.

Caratteristiche della popolazione e dell’arte egizia

Gli Egizi sono abili astrologi, artisti, architetti: costruiscono piramidi geometriche con perfezione millimetrica, decorano ogni elemento murario con colori vivi e figure nitide e ben definite. Credono in una vita ultraterrena e alla reincarnazione.

La civiltà egizia presenta forme d’arte stilisticamente più evolute rispetto ad altre popolazioni: nelle grandiose opere viene trasmesso lo spirito di un intero popolo.

Le piramidi sono un monumento all’intelligenza umana: tramandano l’autorità regia, ne fanno percepire il valore, sono il risultato di un’opera d’ingegno che va dalla squadratura dei massi al trasporto degli stessi, al loro sollevamento, alla sistemazione, tutto secondo rigorosi canoni geometrici e matematici inconfutabili.

La piramidi venivano orientate verso i quattro punti cardinali. I blocchi venivano dalle cave di pietra vicine e venivano trasportati su tronchi d’albero o fatti scivolare sulla sabbia bagnata, infine posizionati tramite tiranti e rampe.
Il materiale costruttivo più utilizzato è il mattone cotto e il granito. Con questa roccia durissima vengono costruite, ad esempio, le piramidi, tombe dei faraoni e oggetto di culto e venerazione da parte della popolazione. Sono gigantesche per essere viste anche da lontano, a chilometri di distanza e dare la direzione ai pellegrini.

Le piramidi, segno della grandezza del faraone e della civiltà egizia. Simbolo di perfezione geometrica e dell’ordine voluto dalla società dei faraoni. Nella foto: piramidi di Giza.

Nella piana di Giza troviamo l’omonima Necropoli, che custodisce antichi monumenti della civiltà egizia. Qui furono collocate:

  • la Piramide di Cheope o Grande Piramide (una delle sette meraviglie del mondo antico secondo Antipatro di Sidone),
  • la Piramide di Chefren,
  • la Piramide di Micerino,
  • la Sfinge.

Le sfingi sono monumenti a difesa dei luoghi di sosta (in vita e dopo la morte) del faraone, la loro conformazione (testa di essere umano e corpo leonino), l’imponenza e il significato mistico-religioso incute timore nei confronti degli eventuali profanatori di quei luoghi.

La Sfinge, monumentale opera con il volto umano e il corpo leonino, incute timore nei confronti degli eventuali profanatori delle tombe e dei luoghi sacri del faraone. Nella foto: una sfinge di Luxor.

Gli obelischi sono altissime colonne di un unico pezzo di granito, si ergono verso l’alto come raggi di sole irradianti dal dio-faraone. Molti di questi si trovano oggi a Roma come trofei di guerra.

Obelisco egizio, Istanbul.

Gli Egizi sono abili pittori e sono soliti decorare le pareti dei palazzi, dei templi e delle tombe con la tecnica dell’affresco a tempera e dell’affresco ad intarsio. Riproducono scene di vita quotidiana, esempi di organizzazione economica del regno, scene di guerra.

Pittura a tempera
La pittura è un altro strumento di propaganda del regime faraonico: non richiede originalità ma compostezza, bellezza estetica, leggerezza e praticità di comunicazione. In alto: Pitture murali su stucco della tomba di Nebamon nella necropoli di Sheikh Abd El Qurna.

 

In basso: Trono segreto e maschera d’oro di Tutankhamon, metà del XIV sec. a. C. Il Cairo, Museo Egizio.

La civiltà egizia, avviata ormai alla decadenza già a partire dal X sec. a.C., si esaurisce nel 525 a. C. con l’invasione dei Persiani.

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