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(Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2020)

Re comandante dalle particolari doti strategiche e diplomatiche, Ciro riesce a sbaragliare la popolazione alleata dei Medi e a sostituirsi pienamente al dominio assiro. Fonda la sua capitale a Persepoli e resta padrone incontrastato di quel ricco lembo di terra tra il mar Caspio e il Mediterraneo. Nasce un impero multietnico caratterizzato da una grande varietà di culture, lingue, religioni.

Anche l’arte è eclettica e adotta, di base, lo stile assiro-babilonese: le architetture e le decorazioni riproducono ieratiche ripetizioni di temi militari e religiosi (vedi Scalinata dell’Apadana, Palazzo di Serse, Persepoli).
Dopo la morte improvvisa di Cambise, figlio di Ciro, le città si ribellano al governo dei suoi adepti e solo al successivo intervento di un nuovo condottiero, Dario, si riesce a riportare a unità l’impero. Sulla roccia di Bīsutūn Dario fa tracciare la storia di tutte le ribellioni sedate in 7 anni di guerre, mentre un accordo con la casta sacerdotale gli evita l’occupazione militare in Egitto.
Il nuovo re persiano organizza l’impero in satrapie per un maggiore controllo delle periferie, fa costruire nuove strade per migliorare le comunicazioni con l’Europa. Qui arriva fino al delta del Danubio grazie a un ponte di barche costruito sul Bosforo, per assoggettare le popolazioni sciite. Non trovando opposizioni di sorta, decide di lasciare un esercito permanente per sottomettere le città greche della Tracia.

Tombe rupestri di Naqsh-e Rostam.

Dario fa costruire a Persepoli un enorme palazzo a nord dell’Apadana, accessibile tramite due scalinate decorate con scene rappresentanti le guardie del re (i terribili “Immortali”, così chiamati perché ogni qual volta ne moriva uno veniva immediatamente sostituito da un altro) e i vassalli recanti le offerte. Il palazzo è costituto da una sala centrale ipostila preceduta da un portico a 16 colonne e fiancheggiata da piccoli ambienti. Le lastre di porfido grigio che rivestivano le pareti della sala erano state rese così lucide che le hanno valso il nome di “Sala degli Specchi”. I rilievi sulle sei porte di questa sala mostrano il re in diverse situazioni: in marcia, scortato da servitori, oppure in lotta contro un leone o un animale mitico, a simboleggiare la potenza del sovrano sullo spirito del male.

Serse accompagnato da due servitori che reggono un ombrello e le insegne del suo rango.
Notare anche l’elegante tunica, il copricapo reale, lo scettro del comando, l’imponente altezza. Persepoli (Iran), decorazione del palazzo di Serse.

Uscendo dal “Tripylon” (il triplo portale) si giunge alla Sala delle Cento Colonne, fatta costruire da Serse I e portata a termine da Artaserse I. Verrà distrutta dai soldati di Alessandro Magno, oggi restano le basi delle colonne e alcuni bassorilievi.

Per allontanare la presenza persiana, i Greci si riuniscono in una lega, detta ionica per la grande partecipazione degli Ioni, anche Atene si aggiunge ad essi. La lega ionica attacca l’impero persiano distruggendo la città di Sardi, Dario risponde occupando Cipro e raggiungendo l’Attica. Qui, in un’abile mossa militare, gli ateniesi attaccano Dario a Maratona, sconfiggendolo (490 a.C.). Nel tempo di riportare un nuovo attacco, il sovrano persiano muore (485 a.C.) e lascia il trono a Serse, figlio della sua seconda moglie Atossa (a sua volta figlia di Ciro il Grande).
Serse cerca di recuperare il sogno della conquista greca già iniziato dal padre, ma viene sconfitto prima a Salamina, poi a Platea. Muore nel 465 a.C. in una congiura di palazzo, insieme col figlio primogenito, per mano di un comandante del suo esercito, Artabano.
Il suo impero sopravviverà, caratterizzato da scontri intestini, fino all’arrivo di Alessandro il Grande.

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