Introduzione al Settecento

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(Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2020)

Con le radici nel Seicento (fra Riforma e Controriforma)

Nulla nasce per caso e anche il nuovo secolo che andremo ad analizzare deve tutte le sue trasformazioni al secolo precedente, il Seicento riformista (e controriformista), che consacra l’autonomia delle scienze, la definizione dei confini dei paesi europei grazie alla pace di Westfalia (1648), il consolidamento della potenza della Francia (grazie all’affermazione piena del suo sovrano assoluto, Luigi XIV, fra il 1661 e il 1715), la nascita di una monarchia costituzionale nello Stato politicamente e socialmente più evoluto come l’Inghilterra (dove, dopo il taglio della testa del re Carlo I, si assiste all’esperienza repubblicana di Oliver Cromwell).

La presa di coscienza della borghesia

È anche il secolo in cui la borghesia raggiunge piena coscienza di se stessa, della sua esistenza come classe sociale, puntando alla rivendicazione dei propri diritti. Dopo più di tre secoli di crescita economica, culturale e sociale, e di convivenza forzata con la nobiltà, la classe dei mercanti, degli speziali, degli architetti, degli avvocati, sente arrivato il momento di operare un profondo cambiamento, di gettare nel baratro i privilegi antichissimi della classe aristocratica, per costruire una nuova società fondata su un diritto fatto di leggi scritte e non di volatili parole. 

La successione dinastica dei regni di Spagna, Polonia e Austria e le guerre di successione

Tuttavia, i maggiori sovrani assoluti europei, che governano ancora liberi da ogni vincolo legislativo, sono in piena attività e si contendono la successione dinastica ai regni di Spagna, Polonia e Austria, dando vita a tre sanguinose guerre di successione.

I Grand Tour europei

Mentre le guerre sono in corso, l’attività culturale europea è in continuo fermento: gli intellettuali diventano dei viaggiatori instancabili, diretti verso le maggiori città d’arte, in particolare quelle italiane, per trarre profonde ispirazioni. Con loro non mancano mercanti d’arte, collezionisti e artisti. Tutti coinvolti nei famosi Grand Tour europei.

Il primato di Venezia

Il primato artistico fra le città italiane, in questo secolo, è detenuto da Venezia, in diretta competizione con Londra, Parigi, Vienna, Amsterdam. Il perché è legato all’attività commerciale della città delle lagune, alla conseguente ricchezza, alla vicinanza anche geografica con il resto dell’Europa. Cosicché possiamo trovare i suoi artisti anche presso le corti austriache o francesi. 

Tre i principali orientamenti artistici del periodo a Venezia:

  • la tradizione classico-rinascimentale con i suoi riferimenti mitologici, facente capo a Giambattista Tiepolo, Sebastiano Ricci e Giovanni Piazzetta;
  • la riproduzione della quotidianità, con Pietro Longhi;
  • il vedutismo con Canaletto, Bernardo Bellotto e Francesco Guardi.

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