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(Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2020)

Siamo nel 476 d.C.: sotto gli occhi del suo esercito, l’ultimo sovrano romano d’Occidente, Romolo Augustolo, viene deposto dal capo germanico Odoacre.
Nasce un nuovo regno di brevissima durata, poiché dopo pochi anni Odoacre viene sconfitto dagli Ostrogoti di Teodorico.

Un solo capo per tutti i popoli del Danubio

Odoacre non rappresentava solo il popolo degli Alemanni, ma era a capo di una coalizione di popoli prossimi al Danubio: Sciri, Eruli, Rutuli e Turcilingi. Nel 473 venne eletto comandante della guardia personale dell’imperatore Glicerio e due anni più tardi generale dell’imperatore successivo Romolo Augustolo.
Visto che il nuovo imperatore non lo ricompensava abbastanza, Odoacre approfittò della sua posizione di capo dell’esercito benamato dalle sue truppe per organizzare e gestire una rivolta contro la famiglia del suo imperatore, facendosi proclamare re d’Italia dai suoi soldati, con l’approvazione del Senato.
Il primo a cadere fu il padre di Romolo, Flavio Oreste, a Pavia. Poi, lo stesso Romolo fu raggiunto a Ravenna, dove fu deposto e mandato a vivere in Campania.
L’imperatore d’Oriente Zenone non potè fare altro che riconoscere la sua autorità e gli attribuì il titolo di patrizio, riservando quello di imperatore a Giulio Nepote, un pretendente al trono ed effettivo ultimo imperatore romano d’Occidente.

Moneta romana del V sec. d.C. fatta coniare da Odoacre ma raffigurante l’imperatore Zenone, un segno del riconoscimento della sua autorità imperiale e della sua sottomissione.

Odoacre riconosce l’autorità di Zenone e opera conquiste in suo nome

Odoacre mise sul piatto imperiale tutte le sue doti di stratega e operò le seguenti conquiste:

  • 477 Sicilia, ai danni dei Vandali;
  • 480 Dalmazia, dopo la morte di Giulio Nepote;
  • 487 battaglia contro i Rugi (popolazione barbarica dell’Est, in precedenza suoi alleati).

Odoacre vide il suo epilogo di fronte all’invasione degli Ostrogoti di Teodorico, che lo sconfissero e uccisero a Ravenna.

Dei tempi di Odoacre si conserva un preziosissimo documento autografo su papiro: è un atto di governo con il quale Odoacre concedeva a Pieriuscomes domesticorum romano, alcune proprietà in Sicilia e in Dalmazia. Il documento, poiché diviso in due parti, trova due collocazioni diverse, presso la Biblioteca Nazionale di Napoli e la Biblioteca austriaca di Vienna.


 

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