Filippo Tommaso Marinetti, caffeina d’Europa

Condividi:
(Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2020)
Filippo Tommaso Marinetti, futurista.

Filippo Tommaso Marinetti – Fondatore del Movimento Futurista, nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1876. Il padre è avvocato e segue delle pratiche importanti per alcune industrie italiane insediate in Africa. Filippo viene alla luce sei anni dopo l’inaugurazione del canale di Suez e proprio l’anno in cui l’Egitto ne cede l’amministrazione alla Francia e all’Inghilterra. Un’innovazione così decisiva nella vita dei popoli dell’intero Mediterraneo, l’apertura del canale di Suez non poteva non condizionare anche la vita del nostro Marinetti. Dopo le prime scuole, viene mandato a Parigi per il baccalaureato e poi a Pavia per la laurea in legge. Nonostante questi approfonditi studi giuridici, Filippo è molto più interessato al mondo dell’arte e della poesia, al teatro, alla narrativa. Le sue prime poesie sono pubblicate in Francia, dove diventa il rivale minore del poeta D’Annunzio.

Fonda il Futurismo nel 1909, successivamente a un incidente automobilistico che gli procura delle ammaccature profonde almeno quanto quelle della sua sportiva “Isotta Fraschini”. E’ il frangente che gli permette di rompere i ponti con il passato, con i musei, le biblioteche, le accademie che non formano.
Propone il suo Manifesto futurista alla Gazzetta dell’Emilia, un giornale di Bologna e poi a Le Figaro di Parigi, riscuotendo un grande successo di pubblico. Gli si affiancano giovani artisti spregiudicati quanto lui: Balla, Boccioni, Russolo. Insieme, inventano le serate futuriste con spettacoli e rappresentazioni teatrali scritte e recitate da loro stessi, a cui la gente partecipava per il solo gusto di lanciare ortaggi sul palcoscenico a titolo di approvazione o di disapprovazione.

Al culmine dell’espressione del movimento, Marinetti inventa le parole in libertà: periodi privi di sintassi e di punteggiatura, cosa che sarà contestata anche da alcuni attivisti (che abbandoneranno il gruppo) come Aldo Palazzeschi e Corrado Govoni. Il frutto di questa invenzione è Zang tumb tumb un reportage sulla guerra bulgaro-turca.
Zang tumb tumb è un’opera letteraria con copertina futurista realizzata da Marinetti nel 1914. In estrema sintesi esprime il tema delle parole in libertà, costruite con caratteri di formato diverso e con l’abolizione dei nessi sintattici tradizionali (articoli, avverbi, aggettivi…).

E’ il periodo in cui il nostro Marinetti viene soprannominato “caffeina d’Europa” per l’energia che riesce a immettere nei suoi discorsi, nei suoi propositi, nella divulgazione delle sue idee.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, Filippo è fra i primi 85 combattenti inneggianti contro l’Austria (di cui brucia le bandiere in piazza Duomo a Milano). All’uscita dalla guerra aderisce al fascismo, decisione che i posteri non gli perdoneranno così facilmente. Forse anche a questa scelta è legato il declino della sua fama europea. A Parigi gli vengono preferiti i Dada, artisti scollegati dai temi bellici.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, Marinetti non si tira indietro e riparte anche se ormai sessantaseienne. La durezza della campagna di guerra in Russia lo porterà alla morte, avvenuta al suo ritorno, a Bellagio, nel 1944.


 

Condividi:

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tasto destro disabilitato. Iscriviti per riabilitarlo e copiare i contenuti.