Condividi:
(Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2020)

Un artista ribelle al soldo dei Borbone

 Letterio Subba (1787-1868), pittore, scultore, incisore, architetto e fervente patriota.


Nato a Messina nel 1787, conduce i suoi primi studi a Napoli, ma solo a Roma, grazie alla guida dei maestri Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen (vedi post sull’eredità del Canova a Messina), il suo stile sarà consacrato e proprio qui realizzerà un quadro che raffigura L’interno dello studio del Canova mentre scolpisce Teseo, 1819, oggi al Museo Regionale di Messina, fervida testimonianza della sua presenza presso l’Accademia di San Luca.

Conclude la sua formazione a Firenze, prima del ritorno alla città natale.

Letterio Subba, Interno dello studio del Canova mentre scolpisce il Teseo, Roma, 1819.

Nel 1823 è già presente a Messina, dove apre una scuola di disegno e di pittura presso la Regia Accademia Carolina1.

Proprio nel 1823, realizza per l’alto prelato messinese Gaetano Grano un dipinto2 su tela cm 76 x 65.

Diviene, in breve, direttore della Scuola di disegno, di pittura e di nudo presso la Regia Università di Messina.

Al 1834 risale la statua di bronzo di Francesco I re delle due Sicilie, poi distrutta dallo stesso pittore nei moti del 1848 per farne delle palle di cannone.

Progettista e direttore tecnico del Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto (1844).

Fu rivoluzionario nella rivolta di Messina del 1 settembre 1847. Nella lista dei cospiratori contro il regime borbonico, ripara a Malta e ritorna a Messina solo nel 1854.
Nel frattempo, la direzione della Scuola di disegno, di pittura e di nudo presso la Regia Università di Messina passa al pittore messinese Michele Panebianco3, suo allievo, collocato in quell’incarico dall’allora Sindaco di Messina Silvestro Loffredo Marchese di Cassibile, quasi in concomitanza con l’apertura dei lavori del cantiere del Teatro S. Elisabetta di Messina, oggi Vittorio Emanuele II.

Letterio Subba muore a Messina l’11 gennaio 1868.


(1) Tratto dai libri di Dario De Pasquale “Mille volti, un’anima. Percorso iconografico nel Gran Camposanto di Messina alla ricerca dell’identità perduta, [2010] (in offerta!) e I Marchesi di Cassibile [2018].


Se vuoi ricevere il mio libro “Le mani su Messina”  GRATIS in formato eBook, lasciami la tua email qui o iscriviti alla mia newsletter

 

 

 

 

 

 

 


 

Note

  1. Al momento della soppressione della Compagnia di Gesù (1767) e di questo importante istituto d’istruzione gesuitico, i notabili della città promossero la nascita di un Collegio scolastico per l’istruzione pubblica. Cosicché il 7 aprile 1801, con Real Dispaccio, nacque la Reale Accademia Carolina, elevata ad Università in data 29 luglio 1838, in D. De Pasquale, Mille volti, un’anima, pag. 21
  2. Il dipinto in questione fu acquistato dalla Regia Accademia Peloritana nel 1903.
  3. Michele Panebianco (Messina, 20 dicembre 1806 – Messina, 4 aprile 1873), pittore. Il suo lavoro principale, la tela raffigurante La difesa del SS. Sacramento fatta dai Cavalieri Verdi contro l’attacco dei Saraceni, andò distrutta nel terremoto del 28 dicembre 1908. Degli altri suoi lavori si ricordano: Il ritorno degli Ambasciatori messinesi da Gerusalemme; Gli Ambasciatori messinesi che ricevono il sacro foglio da Maria Vergine; La solenne entrata del Conte Ruggero in Messina; Simmaco vincitore dei giuochi Olimpici; Il Samaritano; una Immacolata fra un coro di Angeli; un S. Antonio; la Madonna degli Agonizzanti; il Riposo in Egitto; un Episodio della Battaglia di Milazzo ecc.
Condividi:

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tasto destro disabilitato. Iscriviti per riabilitarlo e copiare i contenuti.