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(Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2020)

Storia del servizio postale

La nostra storia comincia dai tempi di Carlo V, l’Imperatore spagnolo che poteva con certezza affermare che sui suoi regni non tramontava mai il sole…divisi com’erano tra Europa e Americhe.

In questo contesto s’inserisce la vicenda della famiglia De Tassis, quando Carlo V affida a donna Allegra De Tassis (1540), sposata con Giovanni Battista Zappata o Zapata, l’incarico di Mastri di Posta o Corrieri Maggiori, ereditato poi dai Zapata su conferma dell’imperatore Filippo II.

I De Tassis hanno origini bergamasche. Da Omodeo Tasso, discendente illustre del Torquato autore della Gerusalemme liberata, ha preso vita quell’importante famiglia che, sin dal XIV secolo svolge regolare servizio di posta in tutta Europa (Posta Imperiale). Dai vari rami familiari, si formano ben 32 società in Europa che gestiscono il servizio postale. In Germania il nome si trasforma in Taxis o  Thurn und Taxis.

I Zapata-De Tassis svolgono questo incarico in Sicilia per lungo tempo, fino a quando nel 1713 ne diviene titolare Vincenzo Di Giovanni Napoli, Principe del Sacro Romano Impero, duca di Saponara, nipote ed erede universale di donna Vittoria Zapata de Tassis, morta senza figli.

Fortune ereditarie e politiche matrimoniali in Sicilia

I Di Giovanni sono nobili di alto lignaggio che, all’inizio del Seicento, si uniscono alla famiglia Di Pietro Moncada e Pollicino, ereditando le terre e il castello di Saponara.

  • 1460 – Eulalia La Grua Ventimiglia sposa Federico Pollicino
  • 1509 – Agnese Pollicino La Grua (nipote di Eulalia) sposa Federico Moncada
  • 1633 – Pietro Moncada Pollicino sposa Teresa Di Giovanni Salvarezzo
Questo è lo stemma di Vincenzo di Giovanni e del ramo familiare che da lui discende.
Riporta le insegne di Vincenzo di Giovanni, della madre (di Napoli) e quello della sua ereditiera (Zapata-de Tassis), fra due leoni rampanti e le croci del regno attribuite al merito. Proveniente dal prospetto della chiesa di Santa Teresa, dopo il terremoto del 1908.

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