La fine della cancelleria siciliana

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(Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2020)

Arrivano gli Aragonesi in Sicilia

Dal 1282, anno dei Vespri siciliani (vedi periodo angioino) che consacra la fine degli Angioini e l’arrivo degli Aragonesi in Sicilia, fino alla morte dell’infante Giovanni (1348), comincia la decadenza della cancelleria.

Sotto Ludovico e Federico il Semplice la cancelleria continua a funzionare, ma i cancellieri appartengono alle famiglie feudali più potenti: Palizzi, Peralta, Alagona. Dopo la morte di Federico subentra il regno nominale di Maria e in Sicilia spadroneggiano le famiglie baronali, soprattutto gli Alagona e i Chiaramonte. Con la partenza di Maria, la cancelleria non esiste più e gli atti vengono emanati dalle cancellerie signorili dei 4 vicari che si erano divisi l’Isola.

Dopo il 1396 Martino il Vecchio ritorna in Spagna per succedere al fratello Giovanni, da quell’anno il suo nome appare negli atti del regno di Sicilia e quello di Martino il Giovane come governatore generale.

DOCUMENTI PUBBLICI – PERIODO ARAGONESE (1282-1412)

Dal 1282 alla morte dell’infante Giovanni (1348).I privilegi iniziano con l’intitolazione, il nome del re ha l’iniziale ingrandita e decorata. Testo ampio e corroboratio con annuncio del sigillo. Data completa e nome del cancelliere. L’atto è autenticato con sigillo pendente di cera rossa, raramente con bolla d’oro.

Le lettere patenti, molto simili ai privilegi, se ne distinguono per alcune parole del protocollo o della corroboratio: licterae patentes, mandatum, scriptum patens.

Da Giovanni ai Martini (1348-1392)I documenti seguono la triplice ripartizione: privilegi, lettere patenti, lettere chiuse.

I privilegi iniziano direttamente con l’intitolazione (Petrus Dei gratia Aragonum et Sicilie rex; Fredericus infans illustris regis Aragonum et Sicilie domini fratris sui in regno Sicilie generaliter locumtenens; nominato re aggiunse l’ordinale Tercius e dopo il trattato di Caltabellotta Fridericus tercius Dei gratia rex). Il nome del re presenta la prima lettera ingrandita e decorata ed è a caratteri maiuscoli. Formula: Per presens privilegium notum fieri volumus. Nei documenti più importanti la notificatio è precedeuta dall’arenga. Il testo contiene la corroboratio con l’annuncio del sigillo. La data è completa (topica, cronica e anni di regno) e riporta il nome del cancelliere. Sigillo pendente in cera rossa, raramente in oro.

Le lettere patenti relative a un titolo, un mandato o una nomina diretta a tutti gli ufficiali sono simili ai privilegi. La scrittura è meno curata e nella corroboratio appaiono le parole licterae patentes, mandatum, scriptum patens. Sigillo aderente.

Le lettere chiuse contengono mandati o corrispondenza privata, sono in carta, con l’indicazione del destinatario, a volte prive di intitulatio.

Dai Martini al regno indipendente (1392-1412)La carica di cancelliere fu ricoperta da Guglielmo Peralta conte di Sclafani, da Pietro Fonolleda e Bartolomeo Giorni. La direzione dell’ufficio era affidata a un uomo di diritto il Protonotaro Pietro Serra (fino al 1399).

Una caratteristica di questa cancelleria era la formula del mandato (iussio).

La scrittura assume le caratteristiche della bastarda francese per la presenza di scrivani di origine catalana.

I privilegi prevedono il visto del cancelliere.

La sottoscrizione del sovrano è sempre presente. Durante il regno dei due Martini entrambi si firmeranno rex.

La P è l’abbreviazione della parola probatus cioè approvato.

I registri aragonesi erano in carta e non in pergamena, costituiscono tutti una serie e non sono divisi in rubriche.

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