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(Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2020)

Dopo secoli di scontri tra le città sumeriche, fattore che indebolisce notevolmente il benessere e la stabilità politica delle città-stato stesse, una popolazione nomade dedita alla pastorizia, gli Amorrei, conduce continui attacchi contro i Sumeri. Anni di lotta si concludono con la riappacificazione e la fusione dei due popoli in uno: i Babilonesi, cosiddetti da babel, antico termine che significa “confusione”. In effetti, così alto è il numero di persone che entra nella città di Babilonia e tanto diverse sono le loro lingue che, per evitare il collasso e l’anarchia, si decide di imporre delle ferree regole.

Stele di Hammurabi, particolare del bassorilievo

Il primo impero babilonese nasce intorno al 2000 a.C. e raggiunge il suo splendore sotto il governo del re Hammurabi. Il più famoso contratto sociale legato alla figura di questo sovrano è un codice, un insieme di regole scolpite su una pietra durissima ed esposto fuori dalle mura della città, accanto alla porta d’entrata.

Stele di Hammurabi nel suo insieme

La stele è stata ritrovata a Susa (l’antica Sush dell’Elam, oggi Iran) nel 1901. Oggi è custodita al Louvre (Parigi).

Il codice di Hammurabi rappresenta il primo esempio di leggi scritte della storia. Esso è composto da 282 leggi che disciplinano il commercio, la proprietà, i prezzi, i salari e la famiglia. Le leggi sono scolpite in caratteri cuneiformi su una stele, il cui punto più alto vede la rappresentazione della consegna delle stesse leggi da parte del re Hammurabi al dio della giustizia Shamash. Il gesto evidenzia la volontà, da parte dell’autorità reale, di sancire l’origine divina delle leggi.

Il regno di Hammurabi è datato tra il 1792 e il 1750 a.C.: abile condottiero e conquistatore riesce a sottomettere le antiche città-stato sumeriche per dar vita a un unico regno. Grazie alle opere pubbliche impiantate, soprattutto rivolte alla canalizzazione delle acque e a nuovi sistemi di irrigazione, Hammurabi garantisce benessere a tutta la sua popolazione e il suo impero è uno dei più vasti della storia.


Ricostruzione dei giardini pensili di Babilonia, da nationalgeographic.it.

Testimoni di questa ricchezza sono i giardini pensili di Babilonia della regina Semiramide (VII sec. a.C.), circondati da possenti mura (da 6 a 24 metri di spessore), ai quali si accedeva tramite nove gigantesche porte. Oggi ne sono state portate alla luce quattro: quella dedicata alla dea Ishtar è rivestita con mattoni smaltati d’azzurro e bassorilievi raffiguranti tori, leoni e draghi con la testa di serpente (oggi Pergamon Museum, Berlino).

Particolare delle mura babilonesi, Pergamon Museum, Berlino.
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