Tutto quello che c’è da sapere sulla Bauhaus

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(Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2020)

Proprio quest’anno cade il centenario della fondazione della Staatliches Bauhaus, una scuola d’istruzione superiore innovativa, concepita quale rivalutazione dell’artigianato e del primato dell’arte nel cuore della nascente industrializzazione tedesca e passata alla storia con il semplice nome di “Bauhaus“.

Il movimento funzionalista

Movimento artistico-culturale razionalista che basa le sue espressioni progettuali sulla soluzione di problemi funzionali. Il progetto funzionale si fa scienza della costruzione, allontanandosi dall’ideologia o dalla semplice estetica.  

A Weimar, in Germania, dal 1919 al 1925 nasce una scuola di architettura, arte e design dal nome Bauhaus. Si proponeva di mettere in atto i criteri del razionalismo e del funzionalismo, privilegiando l’utilità delle sue opere rispetto all’estetica.

Il termine Bauhaus è un’invenzione dell’architetto Walter Gropius e richiama la denominazione medievale della loggia dei muratori (“Bauhütte”). Dopo una prima esperienza a Weimar, Bauhaus apre a Dessau (1925-32) e, infine, a Berlino (1932-33), allorquando chiude definitivamente ad opera del nazismo.

  • Bauhaus Weimar (1919-25)
  • Bauhaus Dessau (1925-32)
  • Bauhaus Berlino (1932-33)

Bauhaus è una conseguenza della rivoluzione industriale e del consumismo che avevano meccanizzato i sistemi produttivi e puntato alla produzione in serie.

Il riferimento artistico sono i laboratori Alex dell’inglese William Morris, che, per contrasto con le tendenze industriali, puntano alla rivalutazione dell’artigianato. Il successo di Morris porta i fondatori della Bauhaus alla creazione di una scuola che potesse essere da sostegno all’industria, fornendo consulenza artistica. 

Caratteristiche della Scuola Bauhaus

Edificio della Scuola d’Arte a Weimar, architetto: Henry van de Velde / photo: Louis Held, c. 1911. © Klassik Stiftung Weimar / © VG Bild-Kunst, Bonn 2017. L’edificio è in stile Art Nouveau (Liberty) e oggi è la sede dell’Università di Weimar.

La scuola era di impostazione diversa da quelle tradizionali: dopo sei mesi di corso preliminare, comune a tutti, si andava verso la specializzazione, della durata di tre anni, nei settori pittura, scultura, incisione, grafica. Alla fine del corso l’allievo era in grado di realizzare, da solo, un prodotto finale, con tutte le tecniche possibili.

L’arte e l’artigianato si fondevano con la tecnologia e il piano formativo, in effetti, prevedeva la presenza di artisti, di artigiani e di tecnici fra i docenti. Gli allievi ricevevano una formazione innovativa e senza precedenti (escludendo la scuola inglese del Morris), studiando ogni aspetto di un prodotto destinato alla vendita: materiale, colore, dimensione, collocazione futura e così via. Alcune lezioni erano rivolte alla cura del corpo, all’educazione alimentare (con contaminazioni orientali, grazie al pittore Paul Klee), all’igiene e all’abbigliamento.

Nei tre anni di specializzazione si elaboravano le tecniche di lavorazione su ogni tipo di materiale (metallo, legno, vetro, tessuto, argilla, pietra ecc), applicandole poi nei settori arredamento, decorazione, tessitura, grafica. Il settore principale restava l’architettura, specializzazione che comprendeva anche stage presso i cantieri, all’esterno.

Walter Gropius, Piano Formativo della Scuola Bauhaus a Weimar, 1922. Bauhaus-Archiv Berlin / © VG Bild-Kunst Bonn, 2016.

Un tale profilo di allievi costituiva un grande supporto al mondo dell’industrial design (“disegno industriale”). Dopo sei anni di apprendimento, l’allievo poteva diventare “giovane maestro” (Jungmeister). Fra i professori della Bauhaus, ritroviamo i pittori Paul Klee, Vasilij Kandiskij e l’architetto Walter Gropius.

Schema della didattica della Bauhaus di Gropius, tradotto in italiano in occasione del centenario, in Wikipedia.

I docenti della Bauhaus

Karl Peter Röhl, Sternenmännchen (star mannequin), 1919. Il primo logo della Bauhaus nato da una competizione studentesca, etichettò tutti i prodotti Bauhaus fino a quando fu sostituito dal logo di Oskar Schlemmer, nel 1922. Il concetto alla base di ogni logo era l’essere umano al centro di ogni attenzione.
Oskar Schlemmer, Secondo logo del Bauhaus. 1922. Schlemmer, artista e insegnante della scuola Bauhaus, concentra nel logo un profilo umano stilizzato, a metà tra stile tribale e stile futurista. L’uomo è sempre al centro, come l’Uomo vitruviano di Leonardo, iscritto in un cerchio.

 


Bauhaus fu al centro dell’attenzione della stampa di quel tempo soprattutto per i profili dei docenti chiamati in causa, tra i migliori artisti, designer, architetti, artigiani dell’epoca, anche oggi parte preminente della storia dell’arte del primo Novecento.

Autore sconosciuto, I docenti sul tetto del Bauhaus a Dessau, 1926. Parigi , Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou.
  • Cominciamo da Walter Gropius, fondatore e primo direttore della Bauhaus (1919-1928). É l’autore dell’edificio sede della Bauhaus di Dessau e delle quattro case del giardino della scuola destinate ai docenti, tutte costruite con il patrocinio del comune tedesco. Tre case erano bifamiliari ed erano destinate alle famiglie Klee – Kandinsky, Muche – Schlemmer, Feininger – Moholy-Nagy, mentre la unifamiliare apparteneva allo stesso Gropius. Il merito di questo famoso architetto razionalista è stato quello di fondere il concetto dell’armonia dell’architettura rinascimentale con l’aspetto funzionale dell’abitazione: ampliamento delle superfici a vetro e aumento della luminosità, integrazione con il paesaggio circostante, distanza tra le abitazioni, eliminazione del tetto spiovente per una maggiore vivibilità e sfruttabilità dei volumi. Gropius abbandonerà Bauhaus nel 1928 e farà fortuna negli USA.
Walter Gropius, Casa bifamiliare destinata alle famiglie di Vassilij Kandinskij e Paul Klee, Dessau.
  • Un altro veterano della Bauhaus è Vassily Kandiskij, presente sia nelle sedi originarie di Weimar sia a Dessau (1922-1933). Le sue lezioni sulle decorazioni parietali, sull’importanza delle linee, dei punti, delle superfici e dei colori restano delle pietre miliari della scuola d’arte tedesca. Le sue teorie, trascritte in tre libri (Lo spirituale nell’arte, Punto, linea, superficie e Punto e linea sul piano), ispirate al legame indissolubile tra colori, note ed emozioni, sono tutt’oggi studiate nelle scuole d’arte.
  • Fra le grandi personalità della Bauhaus non poteva mancare Paul Klee, un altro artista-musicista come Kandinskij. Il suo libro La confessione creatrice (1920) costituisce la base per i suoi corsi di teoria della forma e teoria del colore alla scuola Bauhaus di Weimar. Nell’esporre il suo pensiero in forma teorica, diventa così serio e compassato che i suoi alunni lo soprannominano “il Budda”.
  • Johannes Itten, docente del corso propedeutico della scuola e della lavorazione dei metalli, inventore del “camice Bauhaus“, semplice e austero, con colletto alla coreana. Seguiva pratiche orientali e diffuse il regime alimentare orientale nella scuola, insieme alle teorie delle forme e dei colori primari che influenzarono anche Kandinskij e Klee. Abbandona la scuola nel 1923 per contrasti con Gropius.
  • Da ricordare anche il pittore-fotografo Laszlo Moholy-Nagy. Ungherese, anche lui con una laurea in giurisprudenza in tasca come Kandinskij, si specializza in fotografia a Berlino e Gropius, riconoscendo le sue capacità, lo porta con sé alla Bauhaus di Weimar nel 1923 e di Dessau nel 1925. Uscitone, insieme a Gropius, nel 1928, trova anche lui fortuna negli USA con l’apertura di una Scuola di Design a Chicago nel 1938.
  • Oskar Schlemmer, scultore, pittore e scenografo: è il docente responsabile e il curatore delle rappresentazioni teatrali presso la Bauhaus di Weimar e di Dessau. Presente sin dalla fondazione della scuola, è anche l’autore del famoso logo della Bauhaus.
  • Hannes Meyer, architetto svizzero introdotto alla Bauhaus di Dessau da Gropius nel 1927 per la novella cattedra di architettura. I suoi edifici rispettano le esigenze sociali e l’economia di costruzione e di gestione. Viene designato direttore della Bauhaus dopo Gropius (1928), fino alla sua espulsione, avvenuta nel 1930 per motivi ideologici e politici contrastanti con quelli dell’amministrazione comunale di allora.
  • Al suo posto subentra l’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, terzo e ultimo direttore della Bauhaus di Dessau. Mies van der Rohe conta moltissimo nel minimalismo costruttivo e le sue espressioni tipiche sono molto eloquenti a riguardo: edifici “pelle e ossa“; “il meno è più” (less is more) e “Dio è nei dettagli” (God is in the details).

Alla ribalta della Bauhaus si affaccia anche un giovanissimo architetto ungherese, di nome Marcel Breuer, celebre autore della Sedia Wassily e anch’egli fautore dell’uso dell’acciaio e del vetro come soluzione di alleggerimento della struttura abitativa. Abbandona la scuola nel 1928 insieme a Gropius e sempre insieme all’amico architetto apre uno studio a Berlino. Nel 1934 i due architetti sono costretti a chiuderlo e ad emigrare in Inghilterra prima e negli Usa dopo.

Marcel Breuer, Sedia Wassily, costruita in tubolari d’acciaio cromato e cuoio, in vari colori, questa sedia è diventata un classico delle sedute da ufficio. Dello stesso autore rimangono famose anche le sedie in legno con schienale in stoffa, sempre all’insegna della grande semplicità, linearità e leggerezza.
  • Annelise Else Frieda Fleischmann (Berlino, 12 giugno 1899 – Orange, 9 maggio 1994) e Josef Albers (Bottrop, 19 marzo 1888 – New Haven, 26 marzo 1976), ultima discendente di una dinastia di editori, rimane affascinata dal mondo tessile ruotante intorno al laboratorio del padre arredatore di interni. Viene avviata alla carriera di pittrice sotto la guida della grande Oskar Kokoschka, che sembra non l’apprezzasse particolarmente. Nella primavera del 1922 si iscrive alla Bauhaus di Weimar. Qui trova nel corso propedeutico il maestro Johannes Itten, che l’avvia alla conoscenza del colore e, successivamente, nel laboratorio di tessitoria, Georg Muche, mentre a Dessau la sua nuova docente di tessitoria sarà Gunta Stölzl.
    Anni Albers, Connections (1984). Image © The Josef and Anni Albers Foundation / Artists Rights Society (ARS), New York

    Alla Bauhaus di Weimar conosce anche Josef Albers, un promettente trentenne inserito nei laboratori di architettura (allora vietati alle donne). Impossibilitati a frequentare dei corsi insieme, i due convolano a nozze nel 1925. Josef già dal 1923 è Junior Master prima a Weimar poi a Dessau, dove gli viene affidata proprio la cattedra di tessitoria e dove invita le allieve ad analizzare le proprietà delle stoffe: lucentezza, insonorizzazione, durevolezza, capacità di resistenza alla deformazione e alle polveri.
    Annelise si dedica principalmente alla stesura degli ornati e dei disegni per le stoffe, ricevendo notevoli lodi.
    Alla chiusura forzata della Bauhaus voluta dal regime nazista (1933), i coniugi Albers sono traghettati negli Usa dal giovanissimo architetto americano Philips Johnson, per sostenere alcune lezioni presso il collegio di Black Mountain. Qui, invece, insegneranno per lungo tempo.
    Durante i loro viaggi in America e in Messico in particolare, rimangono affascinati dall’arte pre-colombiana, così come si può notare nelle loro opere tessili successive agli anni ’50.

    Anni Albers, Intersecting (1962)

    Nel 1949 Josef ottiene una cattedra di design a Yale, in Connecticut. Annelise lo segue ma lavora a casa e smette di insegnare. In questo periodo è Gropius ad affidarle incarichi di lavori tessili per l’università di Harvard.
    Negli anni ’60 Annelise si dedica alla litografia e alla serigrafia, dopo aver osservato le tecniche di incisione presso l’officina di Los Angeles “Lithography Tamarind”.

Donne alla Bauhaus

Fino all’avvento della Bauhaus, le donne erano pubblicamente escluse da ogni ramo dell’educazione (facevano eccezione i convitti religiosi e i precettori delle case della nobiltà o dell’alta borghesia). Nonostante il grande numero di donne iscritte alla Bauhaus e al proclama di Gropius sull’educazione presso la Bauhaus  “senza differenze di sesso”, a tutte loro erano preclusi i laboratori di architettura e di scultura, considerate (ma solo per costituzione fisica) materie da uomini.


I corsi della Bauhaus

TEORIA

Corso propedeutico:

  • Johannes Itten (Weimar)
  • Josef Albers (Dessau)
  • László Moholy-Nagy (Dessau)
  • Josef Albers (Berlino)

Corsi di pittura:

  • Vasilij Kandinskij (Weimar Dessau Berlino)
  • Paul Klee (Weimar Dessau Berlino)

Corso “L’Uomo”:

  • Oskar Schlemmer (Berlino)

LABORATORI

Ceramica:

  • Gerhard Marcks (teoria)  (Weimar)
  • Max Krehan (pratica) (Weimar)

Decorazione parietale e del vetro: 

  • Oskar Schlemmer (teoria, fino al 1922) (Weimar)
  • Wassily Kandinsky (teoria, dal 1922) (Weimar)
  • Carl Schlemmer (pratica, fino al 1922) (Weimar)
  • Heinrich Beberniss (pratica, dal 1922) (Weimar)
  • Hinnerk Scheper (Dessau, fino al 1928)
  • Alfred Arndt (Dessau, 1928-1930)
  • Lilly Reich (Berlino)
  • Paul Klee (fino al 1923) (Weimar Dessau)
  • Josef Albers (dal 1923) (Weimar Dessau)

Lavori in metallo

  • Johannes Itten (teoria, fino al 1923) (Weimar)
  • László Moholy-Nagy (teoria, dal 1923) (Weimar)
  • Alfred Kopka (pratica, fino al 1922) (Weimar)
  • Christian Dell (pratica, dal 1922) (Weimar)
  • Marcel Breuer (teoria e pratica) (Dessau)
  • Alfred Arndt (Dessau, 1928-1930)
  • Lilly Reich (Berlino)

Falegnameria

  • Walter Gropius (Weimar)
  • Marcel Breuer (Dessau)
  • Alfred Arndt (Dessau, 1928-1930)
  • Lilly Reich (Berlino)

Tessitoria

  • Georg Muche (Weimar)
  • Helene Börner (Weimar)
  • Gunta Stölzl (Dessau)
  • Wanke (Dessau)
  • Gunta Stölzl (Dessau, 1928-1930)
  • Lilly Reich (Berlino)

Scultura

  • Oskar Schlemmer (teoria) (Weimar)
  • Josef Hartwig (pratica) (Weimar)
  • Joost Schmidt (Dessau)

Tipografia, grafica e pubblicità

  • Paul Klee (teoria di legatoria) (Weimar)
  • Lyonel Feininger (teoria di tipografia) (Weimar)
  • Otto Darfner (pratica di legatoria) (Weimar)
  • Carl Zaubitzer (pratica di tipografia) (Weimar)
  • Herbert Bayer (Dessau)
  • Joost Schimdt (grafica, dal 1928) (Dessau)
  • Walter Peterhans (fotografia, dal 1928) (Dessau)

ARCHITETTURA

  • Walter Gropius (Weimar)
  • Adolf Meyer (Weimar)
  • Ernst Schumann (Weimar)
  • Emil Lange (lezioni straordinarie) (Weimar)
  • Hans Wittwer (1928-30) (Dessau)
  • Ludwig Hilberseimer (1928-30) (Dessau)
  • Ludwig Mies van der Rohe (1930-32) (Dessau)
  • Ludwig Hilberseimer (1930-32) (Dessau)
  • Ludwig Mies van der Rohe (1932-33) (Berlino)

TEATRO

  • Oskar Schlemmer (Weimar Dessau)

Da questa articolazione risulta come a Berlino non venissero più praticate le materie ceramica, scultura, tipografia, grafica, pubblicità e teatro.

Al cambio di guardia della direzione della scuola da Gropius a Meyer (1928), l’architetto svizzero Hannes Meyer riorganizza i corsi dividendoli in quattro sezioni:

  • edilizia
  • produzione di oggetti in legno e metallo
  • pubblicità
  • tessuti

Dopo la cacciata di Meyer nel 1930, la scuola fu diretta dall’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe.

Nel 1932 la Bauhaus subisce il trasferimento a Berlino e nel 1933 chiude definitivamente ad opera del regime nazista che non condivideva né gli ideali né le espressioni dell’arte moderna, considerata “degenerata”.

Set da gioco per bimbi, Alma Siedhoff-Buscher (1923) Foto © Victoria and Albert Museum, London, in vam.ac.uk.

In seguito alla chiusura della scuola, nasce e si afferma lo “stile Bauhaus“, che giustifica l’utilizzo del nome al maschile invece che al femminile, com’è stato fatto in tutto questo articolo trattandosi di una scuola. Infatti, sia la filosofia della scuola d’arte, sia le tendenze artistiche, sia l’innovazione formativa e didattica della stessa furono esportate soprattutto negli Stati Uniti, dove molti docenti e anche alcuni studenti trovarono condizioni politiche e culturali più democratiche e aperte rispetto alla dittatura nazista.

Gli artisti della scuola tedesca confluiranno nell’International Style o Movimento Moderno come si chiamerà quella corrente artistica di architettura, urbanistica e design fondata sulla linearità, l’essenzialità e l’utilizzo di materiali semplici e poco costosi.

Che fine ha fatto la Bauhaus oggi?

Oggi gli edifici che ospitavano la Bauhaus (patrimonio dell’UNESCO dal 1996) sono utilizzati così:

  • Weimar (1919): sede dell’Università di Weimar;
  • Dessau (1925): sede di un Museo
  • Berlino (1932): sede della Scuola d’Arte poi Museo.

Il nome Bauhaus a Berlino, oggi, coincide con un museo e un archivio che custodiscono opere e documenti delle varie sedi della scuola tedesca. L’opera di metamorfosi è stata compiuta dallo stesso Walter Gropius secondo un progetto risalente al 1960. Tuttavia, l’edificio, per motivi tecnici ed economici, ha visto la sua completa edificazione solo nel 1979. Il Bauhaus-Archiv/Museum für Gestaltung è stato oggetto di un concorso pubblico per il rifacimento delle sale, risalente al 2015.

Il vincitore del concorso è un architetto di Heidelberg, Volker Staab. Esperto costruttore di musei, si è messo alle spalle 40 candidati di caratura internazionale. L’edifico sarà ultimato nel 2021.

Che fine hanno fatto i docenti e gli allievi della Bauhaus?

Come già detto nella presentazione dei docenti della Bauhaus, molti di loro emigrarono negli Stati Uniti.

  • Gropius – cattedra presso il dipartimento di architettura ad Harvard
  • Laszlo Moholy-Nagy – fonda il New Bauhaus Chicago nel 1938.
  • Mies van der Rohe – direttore del dipartimento di Architettura Armour Institute di Chicago e fondatore dell’Illinois Institute of Technology (1938).
  • Meyer – docente presso Istituto superiore per l’architettura e l’ingegneria civile (VASI) di Mosca (1930) e direttore dell’Estampa Mexicana a Città del Messico (1942)
  • Breuer – docente di architettura alla Harvard University
  • Josef e Anni Albers – docenti di tessitura al Black Mountain e a Yale.

Nelle fabbriche che producono oggetti di arredamento ancora si “respira” l’aria dello stile Bauhaus, senza contare che gli stessi progetti originali sono ancora riprodotti con grande successo e acquistati sia per la loro semplicità senza tempo sia per il loro aspetto un po’ rétro.


Curiosità: vorrei far notare le molte analogie fra alcune scelte stilistiche del Bauhaus e quelle del Futurismo. Quest’ultima corrente culturale e artistica, che ebbe la sfortuna di confondersi con il fascismo, nella sua evoluzione coloristica e formale, nonché nel concetto spaziale  e nell’utilizzo di materiali metallici anche per gli abiti di scena teatrali, anticipò le tendenze artistiche poi viste all’interno della Bauhaus,  senza nulla togliere all’innovativa scuola e ai suoi geniali artisti.


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