La forma del documento

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(Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2018)

Cos’è la tradizione in diplomatica

La modalità con cui la testimonianza scritta è trasmessa, si chiama tradizione.

La forma del documento può essere in originale o copia. Ricordiamo che gli originali possono essere anche di un numero superiore all’unità, specie per i trattati, le concessioni enfiteutiche, le permute e tutti quegli atti che avevano più destinatari.

La copia può essere

  • coeva se realizzata in data molto prossima all’originale,
  • autografa se della stessa mano che ha redatto l’originale,
  • imitativa che riproduce gli elementi estrinseci dell’originale.

LA TRADIZIONE FRA ATTI NOTARILI E ATTI COMUNALI

TABULARII tabulari sono documenti pergamenacei conservati in collezioni dette appunti tabulari, da tabula=documento. Si tratta perlopiù di atti notarili redatti a favore di chiese e monasteri e da questi conservati.

Era uso medievale consegnare i titoli di possesso, gli instrumenta, quando si vendeva una proprietà immobiliare.

Con l’eversione dell’asse ecclesiastico (1866), gli archivi dei monasteri passarono allo Stato, insieme ai tabulari.

CARTULARII cartulari dono opere organiche di documenti in copia compilate a cura di una città, di un monastero, di una chiesa, al fine di garantire e tutelare i propri diritti o privilegi. Potremmo trovare copie semplici o autenticate. I cartulari dei comuni, detti libri rossi o libri verdi, riportavano concessioni di privilegi a favore di città e garantivano i diritti municipali. Da non confondere con i registri: questi ultimi erano redatti dall’ente autore dei documenti, i cartulari, invece, dal destinatario del documento stesso.

Cartulari e tabulari altro non sono che una parte degli archivi dove si trovano anche ricchissime serie prodotte dagli organi centrali dello Stato, dall’epoca regia a quella viceregia.

Bisognerà sempre distinguere il documento vero da quello falso: può esistere l’originale falsificato (con la cancellazione di alcune parole rispetto all’origine) o falso che riproduce la forma dell’originale.

Sono solitamente falsi gli atti che portano un’intitolazione monca o non fedele alla solita, alla data e ad altri elementi formali dei quali bisogna tenere sempre conto per formulare un giudizio di originalità.


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