I riveli di beni e di anime

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(Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2018)

Organi e Atti amministrativi dalla Curia Regis alla Dohana

Traggono origine dalla Curia Regis del periodo normanno, il consiglio che coadiuvava il re in tutti gli affari del governo.

Da questa si vennero poi differenziando la Magna Curia Regis detta poi Regia Gran Corte, quale supremo organo giudiziario e la Dohana, quale complesso apparato finanziario formato da numerosi organi di controllo: Curia rationum, Tesoriere, Maestro Segreto, Maestro Portulano.

Gli atti del XII sono pressoché inesistenti, quelli contabili erano redatti in lingua araba perché arabi erano i funzionari. Gli ordini venivano trasmessi attraverso mandati chiusi e sigillati.

RIVELI

I RIVELI di beni ed anime sono documenti d’archivio siciliani, datati tra il XVI e il XIX secolo, consistenti nelle dichiarazioni dei capofamiglia circa il possesso dei loro beni mobili e immobili. Conservati presso l’archivio di Stato di Palermo, i riveli (1505-1831) sono determinanti per la ricostruzione della storia delle proprietà dei feudi, dell’economia delle varie epoche storiche (ad esempio, la quantità di alberi di gelsi di alcuni territori rivela l’esistenza di una notevole attività di produzione di bachi da seta).

I riveli non contengono solo le denunce presentate dai privati ma anche dagli enti per misurare la capacità contributiva dei cittadini proprietari terrieri ai fini della ripartizione dei donativi del Parlamento. Venivano raccolti dal Tribunale del Patrimonio e poi dalla Deputazione del Regno.

ATTI GIUDIZIARI

Per quanto riguarda gli atti giudiziari, invece, abbiamo la LETTERA CITATORIA usata per la comparsa dell’imputato davanti al giudice e la LETTERA TESTIMONIALE per i testimoni.

Ai tempi dei Normanni tali lettere venivano recapitate oralmente.

Era il giudice poi a rilasciare uno scriptum memoriae redatto da un notaio.

Gli atti giudiziari di uffici amministrativi venivano emanati dagli stessi funzionari:

  • Il maestro segreto emanava atti aventi valore di sentenze riguardo a questioni doganali, dazi ecc.
  • I maestri razionali decidevano delle cause tra il fisco e i privati riguardanti le tasse, beni demaniali, le acque pubbliche.

ATTI DELLE UNIVERSITA’

Le amministrazioni locali (prima ancora di diventare comuni) erano formate da un baiulo (che poteva prendere nomi diversi a seconda del luogo, come pretore, patrizio…) e dai giurati che rappresentavano il senato.

I bandi erano il mezzo di promulgazione delle leggi.

Gli affari privati erano decisi per via di lettere (provviste) o di cedole volte a dirimere controversie.

Attraverso le consulte il senato prendeva accordi con i magistrati della città, col re, con il vicerè.

Le lettere erano compilate dal maestro notaro o dal segretario che in alcune città come Palermo era chiamato cancelliere. In genere riportavano il nome del destinatario e poi l’intitulatio.

Le litterae responsales erano le lettere di risposta. I mandati, ordini di pagamento diretti al tesoriere.

Di questi documenti non v’è praticamente traccia, se non di quelli emanati dopo il Quattrocento (archivio del Tribunale del Real Patrimonio).

A parte i registri di cancelleria, importante era anche la pratica della protocollatura: al documento in entrata veniva applicata una nota di presentazione a margine che ne attestava la registrazione e la datazione.


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