Dietro ogni opera superstite di Antonello da Messina non ci sono solo secoli di storia, ma una vera e propria catena di passaggi di mano, inventari d’epoca, aste silenziose e collezionisti disposti a tutto. Le opere di Antonello non sono rimaste ferme: hanno viaggiato su navi, attraversato guerre e cambiato identità.
Per farvi capire la complessità della “diaspora” che stiamo mappando su Tracce d’Arte, abbiamo deciso di svelarvi in anteprima la straordinaria linea del tempo di un singolo, magnetico capolavoro: l’Ecce Homo di New York (scheda MET:“Christ Crowned with Thorns”, Cristo coronato di spine).

Antonello, Ecce Homo, 1470 circa, tempera e olio su tavola di pioppo, cm 42.5 × 30.5, The Metropolitan Museum of Art, New York.
Prima di volare oltreoceano e approdare nelle sale del Metropolitan Museum di New York nel 1931, questa tavola di pioppo ha vissuto per secoli protetta (e talvolta nascosta) nei palazzi di viceré spagnoli, principi napoletani, banchieri e baroni europei.
Ecco la cronologia ufficiale dei suoi custodi, dal Seicento a oggi:
Don Giulio Alliata (o Agliata) – Palermo, 1653.
Don Gaspar de Haro y Guzmán – Marchese di Carpio e Conte Duca d’Olivares, Roma e Napoli, fino al 1687 (Inv. 1687, n. 770).
Ferdinando Maria Spinelli – Principe di Tarsia, Napoli, fino al 1780.
Conte Giacomo Lazzari – Duca di Gresso, Napoli, fino al 1843 (Inv. postumo 1843, n. 61).
Don Dionisio Lazzari – Napoli, 1858 circa.
Gaetano Zir – Napoli, dal 1861 al 1874 (Cat. 1874, n. 110).
Eleonora Torazzini Zir (vedova Zir) – Napoli. Nel 1877 circa, tramite l’intermediario Haro (Parigi), vende l’opera al Barone Schickler.
Barone Arthur de Schickler – Parigi e Martinvast (Bassa Normandia), fino al 1908.
Contessa Hubert de Pourtalès (figlia del Barone Schickler) – Martinvast. Nel 1920 vende il dipinto alla celebre galleria Duveen.
Joseph Duveen – Parigi e Londra. Vende l’opera a Wendland.
Dr. Hans Wendland – Lugano, 1927. Passaggio a Kleinberger.
Franz Kleinberger – Parigi e New York. Nel 1927 vende a Friedsam.
Michael Friedsam – New York, dal 1927 al 1931.
Metropolitan Museum of Art – New York, dal 1931 ad oggi.
🔍 Scheda Tecnica dell’Opera
- Autore: Antonello da Messina
- Soggetto:Ecce Homo
- Materia e tecnica: Tempera e olio su tavola di pioppo
- Dimensioni:
- Cronologia: 1470 circa (terzo quarto del XV secolo)
- Motivazione cronologica: Riscontri bibliografici e storici
📜 L’Iscrizione nel Cartellino
Uno degli elementi più affascinanti dell’opera è il classico “cartellino” antonelliano posto in evidenza sul parapetto in primo piano. L’iscrizione, benché parzialmente lacunosa, costituisce una firma documentaria fondamentale:
Lingua: Latino
Caratteri e tecnica: Scrittura a pennello in carattere corsivo
Trascrizione frammentaria:« Antonellus Mess.n[…] me pin[…]t » (Antonello da Messina mi dipinse)
💡 La chicca storica: Secondo quanto tramandato dall’erudito siciliano Vincenzo Auria nel suo celebre trattato “Il Gagino redivivo” (1698), nel cartellino, accanto alla firma autografa del maestro, un tempo si poteva leggere chiaramente anche la data esplicita: 1470.
Vuoi approfondire la storia di questo Ecce Homo di Antonello? Segui Tracce d’Arte – Dario De Pasquale.







