Scompare il cancelliere, appare il viceré
Quando la dinastia d’Aragona passò la corona di Sicilia a Ferdinando di Castiglia, nipote di Martino II (Compromesso di Caspe, 1412), finì l’età della monarchia indipendente e cominciò il governo dei viceré (vedi periodo aragonese).
Quando il re si allontana dalla Sicilia, il cancelliere perde il suo ruolo di supremo dirigente degli affari amministrativi e politici, di segretario e di consigliere del re, d’intermediario tra il sovrano e i sudditi. Anzi, la carica è messa in vendita e anche per questo non denota più il rapporto di fiducia tra la figura e il sovrano.
Gli atti vengono prodotti dai vari uffici senza che la cancelleria s’ingerisca più nella loro compilazione (a parte l’applicazione pratica della tassa del sigillo e la registrazione).
La formazione dei documenti spetta alle segreterie che ruotano attorno al vicerè: segreteria particolare (di Stato o di Guerra, svolgeva funzioni attinenti a materie politiche o di guerra), protonotaro, segretari del regno (intermediari fra il re e i sudditi, ricevevano le suppliche dei privati, dette memoriali).
I documenti viceregi prendono quasi tutti la forma di lettere, fatta eccezione per gli atti legislativi (capitoli, prammatiche).
Il sistema di registrazione era lo stesso usato in cancelleria.
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DOCUMENTI PUBBLICI – PERIODO VICEREGIO |
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| PRIVILEGI (concessioni) | L’intitolazione può far precedere al nome del re il pronome Nos. Il testo è ampio e comprende una breve arenga, clausola, sanzione, ordine, destinatario dell’esecuzione.Nella corroboratio appare la menzione del sigillum magnum o comune in cera rossa pendente. | |
| LETTERE SEGRETE (materie riservate) | Trattavano materie riservate ed erano sempre sigillate, non portavano segni di registrazione, ma qualcuna riporta il nome del segretario particolare. | |
| DISPACCI (corrispondenza con la corte) | Corrispondenza con la corte e con i capi degli uffici centrali e locali, per consulte o pareri politici. Possono portare la firma del segretario generale. | |
| LETTERE PATENTI E MANDATI (ordini) | Molto simili nella forma, le prime erano spedite aperte (riportavano la scritta has presentes licteras), i secondi chiuse (riportavano la scritta mandamus nella dispositio). Contenevano ordini trasmessi agli uffici centrali e periferici per esercitare le attività di governo. Il mandato riporta il nome dell’ufficiale a cui è stato ordinato di redigere il documento. Sigillo piccolo e aderente. | |
| ESECUTORIA (atti esecutivi) | È l’atto attraverso il quale il vicerè rendeva esecutivi nel regno i provvedimenti sovrani. | |
Scarica l’intero compendio gratuito di Diplomatica Siciliana tratto dal testo di Pietro Burgarella, Nozioni di Diplomatica Siciliana, ELS 1991.