Paul Cézanne, il fascino dell’antico in un pittore d’avanguardia

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(Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2021)
Paul Cézanne, Autoritratto

PAUL CEZANNE – Con il nome di Cesena, in origine, la famiglia di Paul Cézanne risiede in Romagna.

Vita di Paul Cezanne

Il padre Luigi Augusto è il proprietario di una fabbrica di cappelli. Gli affari vanno così bene che Luigi si ritrova proprietario anche di una banca e apre filiali in Francia, a Aix en Provence, dove sposa una sua operaia francese, Annee Elisabeth Honorine Aubert.

Paul nasce il 19 gennaio 1839 e frequenta le migliori scuole francesi, fino all’Accademia delle Belle Arti. Il clima culturale favorevole lo porta a una ferrea amicizia con artisti e letterati dell’epoca come lo scrittore Emile Zola, anch’egli di Aix en Provence. Alla fine degli studi artistici, per soddisfare un desiderio del padre, si iscrive alla facoltà di legge, che abbandonerà nel 1860, dopo l’esonero dal servizio militare. A questo punto si sente pronto a entrare nella capitale, dove frequenta l’Accademia Suisse e il Louvre, luogo decisivo per la formazione di ogni artista di metà Ottocento. Qui riconosce la potenza espressiva di Caravaggio ed El Greco, ma anche dei suoi contemporanei Delacroix, Daumier, Courbet.  

A Parigi non trova grande mercato per le sue opere e rientra a Aix per lavorare presso la banca del padre: è un anno di grande meditazione per il pittore, che rientrerà a Parigi più determinato di prima e stringendo una forte amicizia con i pittori Bazille, Pissarro, Sisley, Monet e Renoir.

Paul Cézanne, Monaco domenicano, ca 1865, sembra che il soggetto sia stato lo zio materno, Dominique Aubert.

Opere di Paul Cezanne

I suoi dipinti, tuttavia, sono sistematicamente rifiutati dal Salon al punto da spingere lo stesso pittore a scrivere una lettera all’intendente delle Belle Arti per comunicare le sue contestazioni verso le decisioni della giuria e la sua volontà a partecipare all’esposizione (1866).

Nel frattempo conosce Hortense Fiquet, sua compagna all’insaputa della famiglia. Con lei si trasferisce a Marsiglia durante lo scoppio della guerra franco-prussiana (1870) per sfuggire all’arruolamento, ma sarà il padre a evitarglielo, pagando un sostituto.

La conseguenza di questo evento è la nascita di un figlio da Hortense nel 1872 e il trasferimento a Pontoise, paesino dove conosce il pittore Pissarro, che diventa il suo mentore e da cui apprende la tecnica dell’en plein air, delle vibrazioni di luce e della ricerca delle tonalità di colore. Uno dei risultati di questa ricerca è il quadro La casa dell’impiccato a Auvers, dove natura, luce, forme si fondono in maniera significativa a evidenziare il tema trattato.

Paul Cézanne, Casa dell’impiccato, 1873, olio su tela, 55×66 cm, Museo d’Orsay, Parigi.

 

Nel 1874 torna a Parigi e partecipa alla prima mostra degli impressionisti con La casa dell’impiccato e Una moderna Olympia. Come gli altri pittori, non raccoglie alcun successo, ma il suo stile lo distingue dagli altri impressionisti: Monet e Renoir non lo riconoscono come impressionista ed egli stesso, con la sua pittura che esalta le forme e non le disfa, si ritiene fuori dal movimento.

 

Paul Cézanne, Una moderna Olympia, 1873,  olio su tela, 46×55 cm, Museo d’Orsay, Parigi.

 

Cézanne, dunque, viene criticato da tutti ma il critico Georges Riviere scrive di lui: «L’artista più attaccato, più maltrattato da quindici anni dalla stampa e dal pubblico, è Cézanne. Egli è, nelle sue opere, un Greco della belle Époque; le sue tele hanno la calma, la serenità eroica delle pitture e delle terrecotte antiche, e gli ignoranti che ridono davanti alle Bagnanti, per esempio, mi fanno l’effetto dei Barbari che criticano il Partenone. Il signor Cézanne è un pittore e un grande pittore. Coloro che non hanno mai tenuto in mano una pennellessa o una matita hanno detto che non sa disegnare, e gli hanno rimproverato delle imperfezioni che non sono che un raffinamento ottenuto attraverso un’enorme scienza […] la sua pittura ha l’inesprimibile fascino dell’antichità biblica e greca, i movimenti dei personaggi sono semplici e grandi come nelle sculture antiche, i paesaggi hanno una maestà imponente, e le sue nature morte così belle, così esatte nei rapporti tonali hanno, nella loro verità, qualcosa di solenne. In tutti i suoi dipinti, l’artista commuove, perché egli stesso prova, davanti alla natura, un’emozione violenta che l’abilità trasmette alla tela».


Stile di Paul Cezanne

Cézanne supera sia la concezione romantica sia la concezione impressionistica del suo tempo: la realtà non è quella dei romantici trasfigurata dalla mente dell’artista, né quella percepita dalla vista degli impressionisti, immediatamente afferrata nella sua luce naturale.

La sua pittura viene da una ricerca interiore, dal proprio essere, dall’interpretazione della propria coscienza. Con la difficoltà di esprimersi senza il vincolo delle sovrastrutture intellettualistiche.

Paul Cézanne, Giocatori di carte (Les joueurs de cartes), 1890-1895, olio su tela, 47,5 x 57 cm. Parigi, Musée d’Orsay

Ne I giocatori di carte, realismo, natura morta, immobilità, scontentezza, rigidità della routine e vizio, si fondono perfettamente in un’unica soluzione. Nella spenta bidimensionalità dell’opera, le figure geometriche emergono perfette nella composizione e trasmettono allo spettatore un senso di disagio e di tensione.

Dopo le esperienze impressioniste, Paul vive praticamente da solitario, con la sola compagnia della moglie e del figlio. Si trasferisce a Aix e qui intraprende la strada pittorica che anticiperà il cubismo di Picasso e Braque. Il primo collezionista che si occupa di lui è Ambroise Vollard, futuro sostenitore di Picasso.

Il 15 ottobre del 1906, Cézanne si intrattiene all’aperto per dipingere nonostante un forte temporale, un contadino lo raccoglie in preda a un attacco di polmonite e lo riporta a casa. Il suo fisico debilitato non riesce a recuperare e, dopo sette giorni di malattia, il pittore muore.


 

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